MASTERPLAN


Lo spettacolo offerto dal Consiglio Comunale

Nel palco riservato al pubblico c'eravamo solo noi: una decina di ambientalisti di varie associazioni e un paio di giornalisti. In discussione il rivoluzionario piano urbanistico che dovrebbe contribuire a far conseguire alla nostra città il titolo di capitale europea della cultura, di capitale mondiale dell'alpinismo, di capitale dell'arte e di capitale delle Alpi.
Fin dalle prime battute siamo rimasti colpiti dal clima pacato e rilassato del dibatto. Il consigliere di turno si alzava ed esponeva il suo pensiero con un tono uniforme e rilassante, sicuro che nessuno lo avrebbe ascoltato e che poteva dire tutto quello che gli passava per la testa.

Il verde Moroder quasi sdraiato sulla poltroncina aveva in mano il giornale e ha continuato a leggerlo per quasi tutta la seduta, senza degnare di uno sguardo gli oratori che si avvicendavano. Altri consiglieri seguivano il suo esempio. I più discutevano fra di loro senza preoccuparsi che il brusio soffocasse le parole di chi stava parlando. Anche il Sindaco arrivato in ritardo dimostrava poco interesse alla discussione e molto di più al suo ipod. Solo qualche vecchio consigliere educatamente ascoltava in silenzio. Prestava pure attenzione il professor Sbetti, l'autore del piano, se non altro per dimostrare di meritare il compenso richiesto che pare si aggiri in circa 400.000 euro, una quisquilia di 1.300 euro a pagina.
Il dibattito è continuato così nella più totale indifferenza. Il brusio di fondo s'è pacato solo per un paio d'interventi: quello dei consiglieri Tomada e Benussi. Apprezzabile il primo solo per la difesa della collina del virgolo; vuoto e senza proposte il secondo.

Nonostante il brusio di sottofondo siamo riusciti a comprendere il pensiero unico che rendeva il clima così sereno e che, nonostante la formale contrapposizione delle parti, costituiva il collante ideologico dell'intero consiglio.

Sull'aumento del cemento in città sono tutti d'accordo Gli unici distinguo riguardano la distribuzione, giacché l'affollamento urbanistico e il traffico non piace a nessuno


Quasi in tempo reale, prima ancora dell'approvazione del Masterplan la commissione urbanistica ha approvato le prime tre delibere della variante stralcio per la costruzione di 1100 alloggi.

Un nuovo quartiere fantasma sorgerà in Viale Druso con la sottrazione di più di quattro ettari di verde agricolo da destinare a riscatto o in affitto al ceto medio con redditi familiari al di sotto degli 80.000 euro. Poi il macello di via Macello, destinata a diventare il quartiere Shangai della città. Su un area di 5000 metri di proprietà del Comune la prevista volumetria del cemento supererà i 17.000 metri cubi. Poi Maso della Pieve (6.700 metri quadrati) e altri piccoli appezzamenti.
Il risultato: decine di migliaia di metri del territorio cittadino saranno consumati inutilmente poiché non c'è stata una effettiva valutazione del bisogno abitativo. Il calcolo del fabbisogno presunto si basa su una ipotetica valutazione della crescita economica e della popolazione cittadina, priva di qualsiasi fondamento e senza tener conto dell'enorme patrimonio abitativo inutilizzato.
Ciò che conta non è la qualità della vita dei cittadini in una città che diventa sempre più brutta e soffocante. Importante è garantire buoni affari per costruttori e cooperative, finanziati in gran parte con il denaro pubblico.
Questa è la parte che sicuramente si realizzerà insieme alle orribili costruzioni: Hafner del vento, Palazzo Salewa, sfaccettato e articolato in piastre e torri - la più alta delle quali a 50 metri di altezza, primeggerà su tutte nella città dei prossimi anni; il centro commerciale Podini e via dicendo. Viene da pensare che l'esempio portante per lo sviluppo della città sia Dubai.


Il brutto dunque è garantito, per quanto riguarda invece la parte ambientale che dovrebbe sollevare la precaria qualità della vita e della salute dei cittadini il libro dei sogni rimane sempre aperto.


Alberto Filippi - Bolzanobella