MASTERPLAN
Lo spettacolo offerto dal Consiglio Comunale Nel palco riservato
al pubblico c'eravamo solo noi: una decina di ambientalisti di varie associazioni
e un paio di giornalisti. In discussione il rivoluzionario piano urbanistico
che dovrebbe contribuire a far conseguire alla nostra città il
titolo di capitale europea della cultura, di capitale mondiale dell'alpinismo,
di capitale dell'arte e di capitale delle Alpi. Il verde
Moroder quasi sdraiato sulla poltroncina aveva in mano il giornale
e ha continuato a leggerlo per quasi tutta la seduta, senza
degnare di uno sguardo gli oratori che si avvicendavano. Altri
consiglieri seguivano il suo esempio. I più discutevano fra
di loro senza preoccuparsi che il brusio soffocasse le parole di
chi stava parlando. Anche il Sindaco arrivato in ritardo
dimostrava poco interesse alla discussione e molto di più
al suo ipod. Solo qualche vecchio consigliere educatamente
ascoltava in silenzio. Prestava pure attenzione il professor
Sbetti, l'autore del piano, se non altro per dimostrare di
meritare il compenso richiesto che pare si aggiri in circa 400.000
euro, una quisquilia di 1.300 euro a pagina. Nonostante il brusio di sottofondo siamo riusciti a comprendere il pensiero unico che rendeva il clima così sereno e che, nonostante la formale contrapposizione delle parti, costituiva il collante ideologico dell'intero consiglio. Sull'aumento del cemento in città sono tutti d'accordo Gli unici distinguo riguardano la distribuzione, giacché l'affollamento urbanistico e il traffico non piace a nessuno
Quasi in tempo reale, prima ancora dell'approvazione del Masterplan la commissione urbanistica ha approvato le prime tre delibere della variante stralcio per la costruzione di 1100 alloggi. Un nuovo
quartiere fantasma sorgerà in Viale Druso con la
sottrazione di più di quattro ettari di verde agricolo da
destinare a riscatto o in affitto al ceto medio con redditi
familiari al di sotto degli 80.000 euro. Poi il macello di via
Macello, destinata a diventare il quartiere Shangai della città.
Su un area di 5000 metri di proprietà del Comune la
prevista volumetria del cemento supererà i 17.000 metri
cubi. Poi Maso della Pieve (6.700 metri quadrati) e altri piccoli
appezzamenti.
Il brutto dunque è garantito, per quanto riguarda invece la parte ambientale che dovrebbe sollevare la precaria qualità della vita e della salute dei cittadini il libro dei sogni rimane sempre aperto.
Alberto Filippi - Bolzanobella
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