La poco onorevole faccenda di Via Museo

Cominciamo con la facciata.

Con la preziosa collaborazione degli addetti al competente Ufficio Urbanistica del Comune, sono forse riuscito a scoprire la nuova “furbata” di Tosolini per quanto riguarda la questione della storica facciata abbattuta.
Geometra e architetto mi hanno spiegato che nel progetto sottoposto alla Commissione non era prevista la demolizione della facciata. Mi hanno mostrato di disegni del progetto facendomi notare che sotto la facciata di Via Museo c'erano i segni di color nero e non di color giallo. Nero vuol dire che non si può abbattere, al contrario di giallo che prevede la demolizione.
L'architetto mi ha poi spiegato la “furbata” di Tosolini. In parole povere la Commissione degli insieme pretendeva che la facciata fosse colorata in armonia con i fabbricati vicini e quindi in una varietà di giallo.
Tosolini ne ha subito approfittato per sostituire il giallo al nero e quindi a procedere all'abbattimento della parte più consistente della facciata. Cosa c'entra il colore della facciata con il progetto? Non l'ho proprio capito.
Il Sindaco ha immediatamente risposto con un'ordinanza di sospensione dei lavori che ha forse (il dubitativo nella questione è d'obbligo) permesso la sopravvivenza della parte relativa alla drogheria dell'Orso.
La sospensione dei lavori è durata poco. Per ragioni di sicurezza del cantiere, l'Habitat ha chiesto il passaggio dei propri automezzi sulla facciata abbattuta e il Comune è stato costretto (sic ???) ad accordarne la ripresa.
Forse il nocciolo della questione non sta nella “furbata” del costruttore, ma nella superficialità del Comune quando ha concesso la lettera d) che significa demoricostruzione, vale a dire prima demolizione e poi ricostruzione. Il vantaggio del costruttore è evidente: il mantenimento costa più della demoricostruzione.
Da notare, inoltre, che nei rilievi della Commissione edilizia che con una sola astensione (Tomada) aveva espresso parere favorevole al progetto, non si parlava del divieto di abbattimento della facciata, mentre giustamente si preoccupava della rampa:
Dovrà essere rispettata la prescrizione di cui al parere dell'Ufficio Mobilità in ordine alla realizzazione di un montacarichi a servizio del magazzino in sostituzione della rampa fra il primo e secondo piano

E veniamo alla rampa


Il progetto prevede:
al II interrato un deposito condominiale, servito dal montacarichi e non dalla rampa;
al I interrato: negozio è prevista la rampa con accesso;
al piano terra: accesso, passa la rampa;
al I piano : negozio;
al II piano: copertura verde e alloggi;
al III piano, al IV, V, e VI piano : alloggi.
Da notare che l'immobile sarà leggermente più basso del Museo, ma notevolmente più alto degli immobili dall'altra parte.
Volumetria totale 15.500 metri cubi. Bel colpo!
Dunque se è stata autorizzata la rampa significa che ci sarà passaggio di veicoli.
- Solo per scarico e carico - è stato dichiarato.
Ci vuole poco a capire che la partita che intende giocare l'Habitat è quella di costruire garage nel II piano interrato (ma forse non è da escludere nemmeno il primo) da vendere ai proprietari degli appartamenti o degli uffici.
Già, perchè a parer mio si dovrebbe parlare anche di uffici. Vista la posizione, i futuri propietari non dovrebbero avere difficoltà a ottenere il cambio di destinazione d'uso.
In Comune si dice che è intenzione dell'Habitat chiedere l'accesso con una rampa da Via Cassa di Risparmio. Il che equivale a convalidare la trasformazione del II interrato in garage. Da notare che sarebbe facile anche prolungare la rampa di Via Museo dal primo al secondo interrato.

Se si leggono le motivazioni con le le quali era stata respinta la concessione edilizia precedentemente:
per la facciata:
“ ..la commissione edilizia dichiara assolutamente non ammissibile una demo-ricostruzione integrale del corpo di fabbrica sulla Via Museo e. meno che mai, una ricostruzione totalmente in contrasto con i principi di armonizzazione del fronte murario costituito dalle facciate di Via Museo”;

per i garage:
Ulteriori elementi di contrarietà urbanistica e funzionale emergono in relazione alla proposta dell'autorimessa interrata, di cui è certamente improponibile l'accesso dalla Via Museo che costituisce incontestabilmente area pedonale. Lo stesso dimensionamento dell'autorimessa non trova nessuna legittimazione nel quadro del diritto urbanistico vigente, che richiederebbe comunque valutazioni in ordine alla fattibilità e alla pertinenzialità”.

Per la facciata, l'Habitat ha superato agevolmente l'ostacolo all'80%, poiché il Comune di fronte alla demolizione pare non abbia alcuna intenzione di reagire, come fosse impaurito difronte al potere forte.
Per i garage Tosolini ha ottenuto intanto la rampa fino al primo interrato per scarico e carico...poi si vedrà. Lui è abituato da sempre a ottenere ciò che vuole dall'ente pubblico. Viene da pensare che amici disposti ad aiutarlo non gli mancano sia in Comune che in Provincia.

Alberto Filippi – consigliere Lista Civica 5 Stelle