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Il pianto dei cementificatori
Il rappresentante dell' Assoimprenditori piange perché “al bazar degli
ettari” , come lo chiama lui, non trova la quantità necessaria di terreni
per accontentare i suoi associati. Gli sta a cuore la città – dice – ed
è molto deluso e amareggiato. La città sta a cuore anche al rappresentante
della Lega delle Cooperative.. Anche lui si lamenta, per la mancanza di
ettari e va all’attacco: “Ci sono 200 cittadini che hanno i diritti e
che chiedono l’assegnazione di terreni adeguati”. Poi spinge la richiesta
fino a 600 cittadini, ricordandosi delle altre cooperative. Cooperative
e imprese edili, ai quali si deve aggiungere qualche figlio di architetto,
subentrato al padre nella professione e nella politica, sono uniti nel
coro.
Se il Comune non trova le aree è il disastro: i prezzi delle case aumenteranno;
le giovani coppie non potranno realizzare il loro progetto di vita e soprattutto
l’economia della città decadrà per non riprendersi più. Per convincere
il Comune a spicciarsi si ricorre a qualsiasi argomento a cominciare dalla
speculazione etnico – politica. Lo si legge tra le righe degli interventi
dei mangiatori di ettari. I tedeschi, sempre loro, boicotterebbero lo
sviluppo della città italiana. E poi si tira fuori perfino l'accusa di
razzismo, rivolta sempre ai tedeschi, rei di voler impedire la costruzione
di 3000 alloggi per gli immigrati. E qui entrano in ballo gli studi che
generosamente sono stati commissionati dall'Assoimprenditori, riguardanti
il fabbisogno di alloggi: 6600-6800 alloggi entro i prossimi dieci anni.
Insomma arrivare con il cemento almeno fino a Terlano.
Imprenditori che in Comune hanno i loro bravi rappresentanti in tutti
gli schieramenti che si danno un gran daffare. Già dal nome di qualcuno
di loro si capisce il motivo per il quale si sono messi in politica. Basta
avere gli occhi per guardare com'è ridotta la nostra città per comprendere
che quelli studi sono il frutto dei sogni, non nel cassetto, ma nelle
casseforti dei nostri più famosi impresari edili, da sempre foraggiati
generosamente dal denaro pubblico. Adesso pretendono addirittura l'acquisto
diretto dei nuovi alloggi da parte del Comune e dall'IPES, per essere
poi consegnati ad un misterioso ceto medio a riscatto. Senza rischio!
Per dieci anni profitti garantiti. Tutti sono capaci a fare gli imprenditori
in questo modo.
E con la crisi come la mettiamo? E’ già passata? Non c’è mai stata? Cominciamo
a costruire migliaia di alloggi quando ce ne sono migliaia di vuoti? Altri
quartieri mostruosi quando non si riesce a rendere abitabili quelli che
ci sono, perché la gente non hai i mezzi per comprare le case? Altri negozi,
quando il numero delle saracinesche abbassate aumenta ogni giorno? E tutti
quelli uffici provinciali svuotati per il mega trasferimento in via Macello
? A proposito delle giovani famiglie. Come la mettiamo con la continua
perdita occupazionale, con la precarietà, con la cassa integrazione dilagante,
con i bilanci familiari che non arrivano alla fine del mese? Con le banche
che lesinano i mutui soprattutto ai giovani?
Nella nostra povera Bolzano il brutto: cemento, inquinamento da traffico
e da inceneritori, avanza in modo inesorabile rendendo la città, ogni
giorno che passa , più invivibile e malsana. E si vuole continuare a costruire
all’infinito, al traino del ricatto occupazionale, senza riuscire a capire
che esiste un carattere distruttivo del lavoro, quello che si deve evitare
perché si bruciano quantità enormi di energie e risorse per produrre solo
rifiuti. Così inevitabilmente succede quando si costruisce molto più di
quanto è necessario, in base a previsioni basate esclusivamente su interessi
personali e non sulle reali necessità della città. L'Assoimprenditori
farebbe bene ad indirizzare l'attività dei suoi associati sul vecchio,
anziché sul nuovo, con ristrutturazioni mirate a trasformare anche i vecchi
edifici in casa clima. Provincia e Comune farebbero meglio a preoccuparsi
della bonifica dell'ambiente a cominciare dall'amianto.
La discussione del Masterplan è prioritaria solo per affari dei costruttori.
Questa città sta soffocando nel cemento. Diventa sempre più brutta e caotica.
Gli unici spazi che mancano sono quelli verdi.. E se il Comune vuole veramente
recuperare il patrimonio edilizio inutilizzato, la legge c'è : L.P. n.
13 dell'11-8-97, art. 79 dal comma 3 al comma 5, che per gli alloggi,
costruiti, invenduti o sfitti da oltre un anno, prevede la possibilità
del Comune di destinarli a persone indicate. Una legge mai applicata per
paura dei poteri forti. Ci vorrebbe un buon sindaco. Noi lo stiamo cercando.
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