NEGOZI DI VICINATO

de profundis



Giovedì 8 luglio il Consiglio Comunale di Bolzano si è occupato delle licenze concesse per la vendita al dettaglio nella zona industriale al Gruppo Podini, di commissioni e gruppi consiliari.

Su commissioni e gruppi consiliari è meglio stendere un pietoso velo per coprire gli sterili e inutili bla,bla,bla (compreso il mio).

L'altra questione, a mio avviso più importante, perchè riguarda un aspetto importante della trasformazione in corso nel tessuto del commercio al dettaglio cittadino, si è risolta in breve tempo con la risposta del Sindaco.

L'intervento del primo cittadino merita una profonda riflessione. Peccato che non sia stato registrato poiché le sue parole sarebbero da riascoltare come esempio dell'impotenza (o della resa della politica) di fronte ai comitati d'affari.

Perchè con Trony ha resistito fino al Consiglio di Stato e con il Gruppo Podini ha alzato le mani, nonostante la vittoria al TAR?
Alla domanda il primo cittadino ha spiegato che l'unica cosa che poteva fare per chiudere l'annosa vicenda, peraltro molto complessa, era ricorrere al parere dei legali, valutando, nell'interesse delle finanze comunali, minacciate da eventuali richieste di risarcimento danni, con chi resistere e con chi cedere.

La responsabilità della situazione d'incertezza, che si è creata nel valutare il diritto di un'impresa a ottenere le licenze di vendita al dettaglio, per il Signor Sindaco, è dovuta principalmente alla Provincia che, nonostante le sue personali sollecitazioni, non vuole regolamentare la questione attraverso una legge. Il Comune così è impotente ed esposto alle azioni legali con richieste milionarie di risarcimento danni.

Insomma le possibilità erano due: rifiutare la licenza al Gruppo Podini e sostenere l'azione legale che ne sarebbe derivata o concedere la licenza e resistere alle azioni legali di Trony e delle associazioni dei piccoli commercianti.
La scelta è caduta sulla seconda possibilità: cedere al potere considerato più forte.

Seguo la politica economica di questa città da quasi quarant'anni è questa linea di cedimento ai comitati d'affari più autorevoli è diventata una costante: i nomi che si spartiscono i resti della città sono sempre gli stessi e non occorre ripeterli, fanno venire ormai la nausea.

Rimediando una brutta figura (anche a causa della mia inesperienza) ho chiesto la parola nel secondo ordine del giorno per parlare del primo. Sono stato giustamente redarguito, ma almeno ho ottenuto una risposta sulla questione del de profundis del negozio di vicinato, al quale il primo cittadino aveva dichiarato di tener a cuore nel suo intervento.

.- E' vero! molti negozi di vicinato hanno chiuso i battenti, ma molti di più potevano chiudere - ha risposto il Sindaco, con l'enunciato implicito: ..se al suo poso ci fosse stato un altro.
L'amara realtà è che oggi nel centro cittadino e negli altri quartieri ci sono tante saracinesche chiuse, molti bar più ristoranti che bar e negozi d'abbigliamento in franchising e che, se chiuderanno le due uniche ferramente sopravvissute, per comprare un chiodo si dovrà andare alla zona artigianale o industriale con l'auto naturalmente..sempre per il discorso di Bolzano C02 neutrale.

Mi auguro solo che i sindacati dei piccoli commercianti non si rassegnino anche loro al principio dell' "ubi maior minor cessat" e che dimostrino magari al Signor Sindaco che deve pensarci bene prima di decidersi con chi schierarsi.

Alberto Filippi - Consigliere Comunale Lista Civica a 5 stelle