La questione sociale: una proposta per la lista a 5 stelle

L'occupazione in provincia nell'ultimo trimestre è calata del 4,1%. In un trimestre si è passati da 6000 a 10000 persone in cerca di lavoro. Dal 2008 a oggi il tasso di disoccupazione è aumentato dal 2,4% al 4,1% , vale a dire del 71%. Nell'edilizia il calo degli iscritti alla Cassa edile dal 2007 al 2009, nonostante tutti i cantieri aperti, è devastante, anche se in parte mitigato dal lavoro in nero, raggiunge il 14,12%. E non è finita, poiché al momento, parole di Sandro repetto, il settore conta 2036 aziende, di cui 704 industriali e 1332 artigianali (una cifra enorme che dimostra che il settore è saturo).
Il dato è ancora più preoccupante se si considera che l'Alto Adige è la regione italiana più conveniente dal punto di vista fiscale, avendo abolito la doppia imposizione dell'IRAP.
Ma non solo. La provincia sta finanziando con milioni e milioni di euro strutture come BLS, EURAC, LUB, TIS, tutte finalizzate a sostenere le imprese locali attraverso la ricerca di nuove opportunità.
L'ala economica del SVP capitanata dall'assessore Widmann e sostenuta dallo stesso Presidente Durnwalder dimostra un particolare interesse a portare avanti gli interessi privati di alcune imprese. E' il caso della Thun con il progetto Virgolo, della Leitner con la metropolitana leggera , della Società Latemar Carezza, della Wipptaler Bau per la costruzione degli invasi e di altre ancora: quelle già sicure di entrare nel business del secolo con lavori assicurati per un ventennio: il tunnel del Brennero.
La conseguenza è uno spreco enorme di denaro che svuota le casse della Provincia e dei comuni senza risolvere il problema del lavoro, anzi peggiorandolo poiché le risorse che si dovrebbero destinare, con costi molto inferiori a chi perde il lavoro, vengono a mancare. Si finisce perfino con il minacciare i lavoratori di perdere il diritto al minimo di sussistenza se non accettano il primo posto di lavoro che viene loro offerto, indipendentemente dalla paga e dalle condizioni di lavoro.

Ma se il lavoro non c'è non lo si può inventare, soprattutto perchè le imprese non hanno mai dato lavoro a nessuno !
La parola im
prenditore, non ha nulla a che fare con il dare, ma sicuramente molto con il prendere. Le imprese prendono il lavoro. Sono i lavoratori a dare il loro lavoro alle imprese. Sono loro i veri datori di lavoro.
Il ribaltamento della realtà, attraverso il paradosso che chi prende dà, dipende dal fatto che nell'immaginario collettivo l'impresa deve essere considerata sacra: fornitrice esclusiva del bene supremo per vivere: il lavoro.
Nella realtà invece il lavoro rappresenta per l'impresa solo il costo di una merce da ridurre per essere competitiva e ottenere utili sempre maggiori.
I contributi della provincia e dei comuni non devono andare ai prenditori di lavoro che poi li adoperano per andarsi a prendere il lavoro dove pare e piace a loro come accade anche per le imprese d'eccellenza della nostra provincia, tutte impegnate a crescere sui mercati internazionali.

La prima proposta sarà di spingere il comune e la provincia a destinare le risorse che ora dà alle imprese, direttamente a chi perde il posto di lavoro per tutto il tempo necessario a trovarne un altro secondo la sua dignità con l'aiuto di apposite strutture pubbliche di collocamento.
La seconda sarà di organizzare una struttura comunale o proviciale per il "microcredito" sull'esempio della Grameen Bank di Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace 2006. Ciò è possibile! Come ha dichiarato recentemente il Nobel in visita in Italia. A Unicredit, Fondazione Unidea e all'Università di Bologna, è già stata affidata la realizzazione dello studio di fattibilità. La notizia è di poche settimane fa, ma nell'attesa e visto chi sta al primo posto del comitato, la sperimentazione la si può provare in loco.

Alberto Filippi