L'economia dell'Alto Adige va sempre bene
anche quando va male
La manipolazione dei dati
Immaginate che una persona
prenda un piccone e distrugga tutto ciò che possiede in casa. Probabilmente
un vicino, impressionato dal rumore, chiamerebbe la polizia e il demolitore
verrebbe ricoverato alla neuro e sedato. Se
invece l'autore della distruzione è il Comune o la Provincia, i
responsabili delle azioni distruttive finiscono con tanto di foto sui
quotidiani locali come eroi dell'economia.
Prendiamo un esempio il boom
delle esportazione tanto celebrato sui giornali.Si
prende in esame l'aumento del 20,5% delle esportazioni, per un totale
di 3,3 miliardi di euro, sottovalutando il dato delle importazioni aumentate
del 26,4 % per un importo di 4,6 miliardi.
Un passivo della bilancia commerciale di 1,3 miliardi
(pari alla spesa sanitaria) viene addirittura "relativizzato"
- perché deriva in buona parte dalla presenza in Alto Adige di
molte multinazionali, come se per le esportazioni non valesse la stessa
regola. Questo dato porterà certamente al declassamento della triplice
A, come annunciato dalle agenzie di rating.
Negli Stati Uniti d'America, quando, verso la fine
degli anni 90, si scoprì che per la prima volta la bilancia commerciale
era passiva, si trasse la conclusione che iniziava il declino economico
della grande potenza mondiale. Infatti non si riprese più e il
deficit commerciale continuò ad aumentare.
La stessa cosa è accaduta nel 2010 in Alto Adige, e proseguirà
nel 2011. Il deficit cronico ha raggiunto il suo massimo con un aumento
rispetto all'anno precedente del 46,30%.
Perché declino? Per
il semplice motivo che il deficit commerciale significa dipendenza da
altre economie; che non si riesce a soddisfare la domanda interna con
le proprie risorse; che in qualche modo, magari con la guerra, occorre
andarsele a prendere dove ci sono. Ma ciò è possibile solo
per gli Stati Uniti d'America e qualche altro loro alleato, non certo
per il Sudtirolo.
Il deficit della nostra provincia non è certo
una buona notizia. E allora perché, dove tutto è eccellenza,
si festeggiano questi dati. Ignoranza o faccia tosta?
Altri dati non si prendono in considerazione, per
esempio: l'aumento del 20% di sofferenze bancarie; la difficoltà
di accesso al credito per famiglie e piccole imprese; il continuo aumento
dei prezzi (2,6%), per diminuire i quali si avanza la proposta di un centro
commerciale di 20.000 mq che sicuramente un effetto lo avrà, :
la chiusura di altri negozi.
Nella mia breve e triste esperienza
politica che sto vivendo non immaginavo di vedere un tale accanimento
nel demolire la casa comune in tutte le sue stanze.
E quello che sta accadendo utilizzando il cemento
sopra e sotto terra con sempre maggiori oneri a carico dei contribuenti.
Oneri che si fanno pagare tagliando i servizi sociali, la spesa sanitaria,
aumentando le tariffe.
Un esempio fra i tanti: la
cantina sociale di Gries pretende di costruire uno stabilimento più
grande. Non s'accontenta dello storico complesso, ritenuto insufficiente
a garantire il suo infinito bisogno di crescita. E così per accontentare
i soci (fra i quali il nostro sindaco e parecchi altri consiglieri SVP)
cede il terreno ad un immobiliarista amico, il quale in cambio costruirà
gratis la nuova cantina. Per guadagnare l'immobiliarista pretende la distruzione
di piazza Gries: sette edifici di cinque piani con relativi garage in
un'area risicata.
I tecnici della provincia si oppongono, ma gli immobiliaristi
Durnwaldner e Widdman non tengono conto del parere e vanno avanti, eliminando
le piste ciclabili. Il Comune di oppone, farà causa alla provincia
e ai proprietari che hanno fatto i ricorsi, per i quali la Provincia ha
modificato il progetto comunale. Soldi, soldi pubblici per accontentare
gli amici che non si soddisfano mai, per estirpare per sempre le bellezze
trascorse della città e far avanzare il brutto
E' una storia infinita che
dura da tanto tempo e della quale non si vede la fine. Ricorda il libro
di Ende scritto tanti anni fa.
Alberto Filippi - consigliere
comunale- movimento 5 stelle.
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