LE PERDITE IN BASE ANNUALE DEL LABORFOND AL 31-10- 2008

Vediamo l'andamento delle quote del fondo comparto per comparto al 31-10-2008.
Attualmente alla linea garantita hanno aderito l'8,36% degli iscritti per ammontare dei versamenti, alla linea prudente etica il 6,91%, alla linea dinamica il 2,03%, mentre ben l'82,7% ha lasciato la propria previdenza complementare in gestione nella linea bilanciata, vale a dire nel monocomparto iniziale.

E vediamo i bei risultati.

La linea garantita ha guadagnato su base annuale, nei nove mesi di gestione, lo 0,92%, mentre deve garantire, attraverso la compagnia di assicurazione, il minimo del 2%.

La linea prudente etica ha perso su base annuale il 3,43%, a dimostrazione che con il 10% di azionario la prudenza è tutta da dimostrare.

Per la linea dinamica la perdita è stata del 14,15% del capitale su base annuale. Per recuperare tale perdita il comparto dovrebbe conseguire un aumento del 15,87%, mentre ci sono più probabilità che la perdita effettiva a fine d'anno raggiunga e superi questo valore.

Infine la linea bilanciata, quella più consigliata dai vari promotori del Laborfond a cominciare dalle associazioni sindacali. La perdita annuale, vale a dire dall' 1-11-2007 è stata del 6,93%, ma se si considera che il capitale del comparto, su base annuale, negli ultimi due mesi (settembre e ottobre) ha perso il 15,28%, vengono i brividi.

Questo dimostra che i fondi complessivamente per i lavoratori sono il peggiore degli investimenti possibili. Un 'invenzione che dimostra di avere una sola finalità: attingere dalle tasche dei lavoratori i soldi per finanziare i mercati finanziari sempre più bisognosi di liquidità.

La finalità della creazione di una previdenza integrativa per garantire pensioni dignitose e solo uno specchietto per le allodole, perchè se avesse voluto veramente raggiungere il nobile scopo, sarebbe bastato investire semplicemente i soldi dei lavoratori in un BTP dello stato italiano, come quelli che esistono attualmente sul mercato che rendono il 100% dell'inflazione + un interesse di quasi il 3%, molto di più di quanto rende il TFR che viene lasciato al datore di lavoro che invece ha reso su base annuale circa il 4% (quattro volte la linea garantita). Trasferendo direttamnete dallo stato ai lavoratori il BTP si sarebbero risparmiati gli enormi capitali che sono occorsi per creare questi fondi, un vero e proprio businnes a vantaggio di pochi soprattutto nella nostra ricca regione.

Ciò che è più intollerabile in questo momento è l'obbligatorietà del fondo stesso, vale a dire che i lavoratori che vi hanno aderito sono costretti ad alimentare questo mostro fino alla pensione senza avere la possibilità di uscire.

I governi e le associazioni sindacali hanno gravi responsabilità per le perdite che stanno subendo i lavoratori e sarebbe l'ora che pensassero almeno a dare la possibilità di uscire dalla trappola a coloro che, attraverso una vera e propria frode informativa, sono stati ingannati.

Quanti volessero approfondire la questione del TFR possono consultare le pagine del nostro sito http://www.asterisk.it