Conseguenze della crisi finanziaria in provincia
Nessuno sembra preoccuparsi delle conseguenze della crisi finanziaria
in Sudtirolo. Si dà per scontato che nell'isola pur sempre felice nulla
di più sconvolgente possa accadere.
Le nostre banche non corrono alcun pericolo, si dice, sottintendendo che sono
più serie delle banche italiane. Si dimentica che le banche "italiane"
sono tutte rappresentate e amministrano conti e depositi di buona parte degli
abitanti che vivono in provincia. Si finge di non sapere che anche la Cassa
di Risparmio e la Banca Popolare, i due maggiori istituti a livello regionale,
hanno cartolarizzato i loro mutui. "Sono stati previdenti, lo hanno fatto
per diminuire il rischio" si risponderà a questa obiezione. Certo!
Ma questa è la risposta standard di tutte le banche. Esiste però
un'altra ragione che spinge le banche a cartolarizzare: il bisogno di contanti!
Dunque i cittadini che vivono quassù possono stare tranquilli. La crisi
sarà meno pesante che nel resto d'Italia.
Bisogna vedere come andranno a finire le cose per alcune categorie
di risparmiatori e soprattutto per tutti quei lavoratori che hanno versato il
TFR nei fondi regionali.
Finalmente vedremo se il Laborfond è un fondo diverso dagli altri. Se
è più garantito, perchè c'è la Provincia dietro.
Al momento tutto tace. Nel sito si può vedere solo l'andamento del fondo
alla fine di settembre, prima della crisi della borsa. Una perdita di valore
intorno al 2% da inizio anno perfettamente in linea con le perdite di altri
fondi pensione nazionali.
Ma a quanto ammonterà la perdita per i comparti bilanciato e dinamico,
pieni di azioni, a fine ottobre? Lo vedremo. E sentiremo anche se la Provincia
autonoma di Bolzano sarà disposta a salvare le pensioni integrative di
chi lavora, visto che per le banche non deve intervenire.
Sicuramente no! Delle perdite che subiscono i lavoratori non si preoccupa nessuno.
Tanto quelli sono abituati a perdere.Possono dunque perdere il TFR, la casa
perchè non riescono a pagare le rate del mutuo e magari anche il lavoro.
Qualcuno dovrà pur pagare il prezzo della crisi se le banche non possono
pagarlo!
Naturalmente nemmeno i risparmiatori altoatesini godranno di sogni
tranquilli, soprattutto quelli ben consigliati dalle banche che hanno investito
in fondi dinamici, pieni di azioni proprio per rivalutare il capitale...
Finalmente constateremo anche se il Fondo immobiliare Dolomit, 5% assicurato,
a detta dei promotori, è stato un buon o un cattivo investimento per
le migliaia di investitori che lo hanno sottoscritto.
Valuteremo questa iniziativa della Cassa di Risparmio di Bolzano con il concorso
della Deutsche Bank, che in questo momento non gode certo ottima salute. Chi
ha investito nel Fondo Dolomit può stare tranquillo fino alla scadenza
non potrà ritirare i soldi investiti. Anche se il fondo perderà
avrà sempre la consolazione di sperare nel futuro.
Sempre meglio in ogni modo dei lavoratori che hanno sottoscritto i Fondi
pensione integrativi che fino alla pensione saranno costretti a pagare tutte
le crisi dei mercati finanziari. La truffa continua!
Nella campagna elettorale in corso quasi tutti i pretendenti al posto sicuro in provicia preferiscono non affrontare il problema. Chissà perchè!