AZIONI CASSA DI RISPARMIO: AFFARE PER CHI?
Fino
al febbraio del 2006, stando al grafico della Cassa di Risparmio, la quotazione
oscillava intorno a 200 euro, dal 2006 in poi lo schizzo verticale fino a 357,50.
Da cosa dipende questo aumento in poco più di due anni? Dall'andamento
della borsa, assolutamente no! Le borse nel periodo sono andate piuttosto male.
E poi il corso dell'azione Cassa di Risparmio non è certo influenzato
dalla Borsa per il semplice motivo che il titolo non è quotato da nessuna
parte. E la Cassa di Risparmio non intende affatto chiedere la quotazione come
si evince dalla lettura del punto 6.1
relativo alla domanda di ammissione alle negoziazioni:"Per
le Azioni oggetto dell';Offerta non è al momento prevista richiesta di
ammissione alle negoziazioni presso alcun mercato regolamentato".
Ed
allora chi stabilisce il valore?
Il punto 5.3.1 del regolamento recita testualmente:
"Il
Prezzo di Offerta pari ad Euro 359,00 per Azione risulta determinato in sede
di Consiglio di Amministrazione del 15 gennaio 2008 ed avvalorato
successivamente da una relazione predisposta da
un terzo indipendente, utilizzando le seguenti comuni metodologie:
- metodo principale: Dividend Discount Model.
- metodo di controllo: book value e patrimonio netto rettificato.
Tenuto conto dell';importanza strategica attribuita alla quota oggetto di offerta
di vendita e del profilo tipo degli acquirenti destinatari dell';Offerta, si
è fatto riferimento ai valori stimati con metodi diffusamente utilizzati
nella prassi di valutazione di istituti di credito, in grado di esprimere sia
la posizione di mercato attuale della Banca e del Gruppo, sia il proprio potenziale
strategico. Nel procedere, la Banca ha comunque cercato di mantenere un approccio
prudente, il più possibile razionale e condivisibile, basato su dati
riscontrabili ed espressivi delle caratteristiche distintive attuali e prospettiche
della Banca e del Gruppo.
Ad esito dell'applicazione di tali metodologie, l'intervallo di valorizzazione
per Azione risulta tra un minimo di 301 Euro per Azione ed un massimo di 384
Euro per Azione"
Al di là del gergo tecnico, non certo comprensibile e valutabile da parte
di coloro che devono decidere l'acquisto, appare chiaro che a determinare il
valore dell'azione sia la stessa banca.
Vediamo ora se è giustificata la valutazione sulla
base dell'andamento dei bilanci degli ultimi anni.
Il patrimonio di vigilanza era al 31-12-2004 di 614.193.000 euro, al
31-12-2006 di 569.130.000 euro e al 30-7-2007 di 577.162.000 euro.
Gli impieghi su conti correnti sono diminuiti dal
2005 al 2006 in modo significativo da 1.678.599.000 al 31-12-2006 contro 1.818.947.000
al 31-12-2005 (mancano i dati 2007). Mentre gli incagli (crediti di dubbio
realizzo), al contrario sono aumentati parecchio: 117.283.000 al 30 giugno 2007
contro 81.745.000 al 30 giugno 2006.
E' aumentata anche in buona misura l'esposizione
a lungo termine per mutui : 2.389.965.000 al 31-12-2006 contro 2.088.243.000
al 31-12-2005.
Significativo il commento giustificativo a tale situazione che si legge nella
relazione accompagnatoria all'offerta di azioni:
"Il
deciso incremento del dato degli incagli nell';esercizio 2006, rispetto a quello
dell';anno precedente, è da ricondurre ad un rallentamento dell';economia
locale, che unitamente ad un aumento dei costi di finanziamento conseguente
al trend di crescita dei tassi, ha comportato difficoltà ed allungamenti
nei tempi di restituzione del credito da parte di un numero maggiore di clienti
rispettol
passato".
Il dato più significativo
per la Cassa riguarda l'aumento della raccolta confrontato dal 31-12-2006 al
30-6-2007 che vede un aumento record del 13,91%. Questo dato però occorrerebbe
scinderlo per constatate quanta parte della raccolta è dovuta ad emissioni
di titoli obbligazionari emessi dall'istituto e quanta parte è invece
imputabile all'aumento dei depositi.
Il confronto invece per quanto riguarda l'utile di esercizio
fra il primo semestre 2007 e 2006 non è affatto significativo, considerata
una diminuzione di utile d'esercizio di 2.000.000 di euro del semestre primo
2007 rispetto al primo semestre 2006. L'aumento della raccolta insomma non sembra
aver portato grandi risultati in termine di utili.
Considerando questi
dati: dall'aumento dell'esposizione in mutui (senza prendere in esame la cartolarizzazione
avvenuta per mancanza di dati), andamento delle partite incagliate, diminuzione
degli impieghi a breve, stagnazione dell'utile d'esercizio, diminuzione del
patrimonio, ci pare che ci sia poco da essere fiduciosi sulle prospettive dell'acquisto
delle azioni Cassa di Risparmio al prezzo richiesto che, a nostro parere, non
si spiega e comporta inoltre rischi, nel caso di necessità di realizzo
da parte del risparmiatore, per la mancanza di una borsa di riferimento dove
constatare il valore di mercato del titolo.
Nessun parametro giustifica il prezzo richiesto, né di carattere economico,
né di carattere borsistico a meno che non si prendano in considerazioni
offerte da parte di investitori istituzionali che non vengono citate e che in
ogni modo non possono essere di nessuna rilevanza ai fini dell'offerta di un
titolo non quotato.
Da parte nostra pertanto non ci sentiamo certo di
consigliare l'acquisto delle azioni della Cassa di Rsparmio, che riteniamo,
poi, in questo particolare momento di difficoltà delle borse mondiali
particolarmente rischioso.