20-11-2008

ANDAMENTO LABORFOND

Serafini, segretario generale della UIL di Bolzano, per difendere i Fondi Pensione in generale e il Laborfond, tira fuori i dati del Covip, presi dall'ultima relazione tenuta nel giugno 2008 e relativa al 2007.
Ecco il passaggio testuale : "Peraltro, su un orizzonte temporale più ampio si evidenzia che i fondi pensione continuano a segnare rendimenti positivi: se consideriamo ad esempio il rendimento medio aggregato nel periodo 2003-2007 si rileva che lo stesso è del 25 per cento per i fondi pensione negoziali e del 25,5 per cento per i fondi pensione aperti. Nello stesso periodo, la rivalutazione netta del TFR è stata del 14,3 per cento".
Quindi il periodo preso in considerazione è il 2003 - 2007, senza dubbio il periodo più favorevole degli ultimi 10 anni. Lontano dalla crisi (98-2002) - prima dell'attuale deflagrazione. Lo scenario non è affatto uno scenario ampio, cinque anni sono pochi, ma uno scenario di comodo (cattiva informazione anche dal COVIP).
Serafini avrebbe fatto bene, come consiglia Beppe Scienza dell'Università di Torino, a leggersi i dati Mediobanca di lungo termine sull'andamento dei fondi, sempre in debito d'ossigeno nella gara con il TFR legale.

E veniamo alla crisi con dati certi visibili nel sito di Borsa Italiana.
Dall'inizio dell'anno i mercati azionari hanno subito un autentico tracollo, nemmeno lontanamente paragonabile a quello del 1929. L'indice generale MIBTEL perde da inizio anno ad oggi il 52,15%, ALL STARS (titoli italiani ed esteri migliori) il 41,90%. S&B MIB con le nostre Blue Chip (Generali, ENEL, ENI, ecc.) il 43,50%. Il MIDEX Blue Chip non comprese nell S& B MIB, am con capitalizzazione superiore al miliardo di euro perde 51,23%. E mancano ancora novembre e dicembre.

Nel 1929 l'indice americano D.J perse il 17,26% a fronte di un PIL crescente + 3,7 e una disoccupazione del 3,20%. La crisi prosegue nel 1930 con l'indice azionario americano che perde un ulteriore 33,77% ed il PIL diminuisce del 8,6%, accompagnato da una disoccupazione del 8%. Il culmine si ha nel 1931 con il D.J che precipita perdendo il 52,67%, PIL -6,4%, disoccupazione -15,9%. La crisi termina nel 1932 con il D.J che perde un ulteriore 18,63%, il PIL -13% e la disoccupazione segna il tracollo peggiore -23%.
Quindi nel 2008 siamo già in recessione e le borse mondiali in pochi mesi hanno perso mediamente come i primi due anni 1929, 1930 insieme. Complessivamente nella crisi del 1929 la perdita dei valori azionari ha superato l'80%, se continua così sicuramente l'attuale crisi supererà tale limite.

Tornando a Serafini e ai sindacalisti in generale hanno sempre manifestato una profonda ignoranza per quanto riguarda i problemi economici e finanziari. E quindi sono portati a fidarsi e a sperare nei tempi migliori. In questo modo però sono destinati a perdere la poca credibilità che rimane loro. Difendere l'indifendibile (gli attuali fondi pensioni) e non esigere urgenti provvedimenti li porterà solo a dover fare i conti in futuro con quanti in questo momento si fidano del sindacato e lo ascoltano. Non vorrei essere nei loro panni alla resa dei conti.

Alberto Filippi / Asterisk