I costi del mercatino di Natale e delle grandi opere
Comunicato stampa di Alberto Filippi
Ho provato all'interno delle associazioni di consumatori, dove collaboro, di aprire un dibattito sulla questione del mercatino. Non ho trovato risposte entusiaste, anzi ho avuto la sensazione di messaggi tipo: " La questione é transitoria..ancora pochi giorni e poi non se ne parla più per un anno..chiudiamo un occhio per Natale, siamo buoni". "Nemmeno i verdi si preoccupano, perché dovremmo pensarci noi..." Per questo motivo mi espongo nudo al pubblico ludibrio, con il solo mio nome, senza lo scudo di Asterisco o del Centro Tutela Consumatori e Utenti.
L'unica protesta decisa
e senza "peli sulla lingua" é venuta dal WWF. Ho apprezzato
l'intervento di Gaianigo non tanto per una questione di "durezza",
ma per la razionalità di un esperto ecologista a cui sta a cuore, senza
ombra di dubbio, la questione ambientale. Una persona non disposta a barattare
per pochi euro i valori più concreti: la salute e la qualità della
vita che dipendono soprattutto dall'ambiente.
Dopo questa affermazione mi sento fischiare le orecchie. Perché i soldi
non sono importanti per la qualità della vita? Certamente che lo sono,
ma non possono comprare né la salute né l'ambiente. Possono solo
rimediare. I soldi permettono di ottenere le migliori prestazioni mediche, ma
a malattia conclamata. Consentono anche la fuga verso eco-ambienti migliori,
ma solo quando la nostra aria é irrespirabile e finché queste
zone continuano ad esistere.
Le classi sociali meno abbienti naturalmente non hanno scelta. Chi nulla guadagna
dal mercatino e dispone di pochi mezzi non avrà la possibilità
di scegliere la clinica e nemmeno di scappare ai Carabi per ossigenarsi. Potrà
solo sottoporsi annualmente ad una serie di analisi di prevenzione (costo dei
ticket permettendo): mammografia per le donne (gratis per fortuna), colonscopia
e PSA per gli uomini, analisi del sangue e radiografie di vario genere per tutti.
Tutto ciò con grande sollievo per il bilancio della sanità nazionale.
Le polveri del traffico, lo sappiamo tutti, sono micidiali. Possono provocare
malattie incurabili che portano ad una morte non certo piacevole. Siamo a conoscenza
anche che i valori registrati quotidianamente sono altissimi nel migliore dei
casi, ma spesso superano le soglie di legge per più giorni, anche se
mai.. ,in provincia di Bolzano, per 10 giorni consecutivi; guarda caso, a differenza
della provincia di Trento. Se vogliamo possiamo anche alzare le spalle e pensare:"
Tanto di qualcosa si deve pur morire". Questo ragionamento ipocrita lo
possono fare solo coloro che da una malattia grave non sono stati ancora colpiti.
In una situazione indiscutibilmente
a rischio si aprono le porte per quattro settimane di fila a:
1) migliaia di camper, che di notte riscaldano una zona industriale che non
ne ha certo bisogno,
2) a decine di migliaia di automobili e
3) a centinaia di autobus, i quali ultimi, ogni sabato e domenica, scaricano
la mattina e caricano la sera, indisturbati, in pieno centro, migliaia di povere
persone che non trovano altro modo intelligente e a buon mercato..per trascorrere
il fine settimana.
Le proteste degli abitanti del quartiere "Piani" sono state soffocate sul nascere dalle esigenze mercantili. Cosa pretendono costoro? La zona é stata rivalutata con il mega parcheggio. Possono imboccare subito l'arginale per scappare da Bolzano. E hanno ancora il coraggio di lamentarsi perché l'aria ha un odore diverso e c'é un po' di polvere in più sui balconi?
I Verdi nostrani, assillati da anni (in compagnia dei partiti della destra)
solo da vetero questioni etniche, si battono il petto per la mancata nomina
di un consigliere provinciale italiano e non si interessano certo dell'inquinamento
causato dal mercatino. Non sono stati a favore delle domeniche senza auto, sostenute
dalla maggior parte dei comuni italiani. Non si sono interessati nemmeno delle
conseguenze ambientali dei bombardamenti in Kossovo (di cui sono stati afflitti
sostenitori) con proiettili all'uranio impoverito. Figuriamoci ! Anche allora
per i nostri Verdi, l'etnico veniva prima dell'eco.
A questo punto, però, s'impone da parte mia, in qualità di difensore
dei consumatori, d'invitare questo partito a cambiare nome per una questione
di trasparenza nei confronti della loro stessa utenza. Cosa c'entra il verde
? Consiglio P.I.S (Partito Interetnico Sudtirolese) o al massimo "Partito
del PISello", se proprio vogliono ricordare il colore verde.
E veniamo alle grandi opere in previsione per il prossimo futuro:
- nuova stazione con relativa maxi cementificazione dell'area dove ci sono i
binari;
- doppia corsia in Viale Trento, (per le future esigenze di mercatini e fiere)
in modo che il traffico scorra meglio in direzione sud.
Per la prima si prevede un "business" di miliardi a beneficio dei
soliti ricchi ignoti e magari lustro e vanto per l'architetto, assessore comunale,
che ha promosso l'iniziativa. Il suo nome entrerà per sempre nella storia
del Sudtirolo, con dedica "post mortem" di una piazza nei quartieri
bassetti...
Il secondo progetto prevede un altro megaparcheggio (a sei piani) e doppia corsia,
guarda caso, proprio di fronte al ricovero di "Villa Armonia".
"Gasare" gli anziani potrebbe risultare, da un punto di vista meramente
economico, piuttosto conveniente al fine di pareggiare i maggiori costi sostenuti
dalla nostra provincia per le periodiche analisi preventive alle quali ricorrono
i cittadini di Bolzano sempre più allarmati e stressati.
Basterebbe una bella estate torrida e poco piovosa, ma abbondante di traffico
per liberare molti posti al Villa Armonia.
La soluzione forse c'é,
ma é troppo semplice, per essere presa in considerazione. Eccola:"Diamoci
una calmata!!"
Cerchiamo di spendere meglio, magari per migliorare l'aria e recuperare spazi
verdi e i circa 5000 vani IPES inutilizzati nella sola città di Bolzano.
Altre proposte, anche quelle che farebbero inorridire l'assessore - architetto
(come gli orribili pannelli solari sui tetti) non mancano. Sarebbero senz'altro
più produttive ed economiche di queste opere per le fiere e i mercatini
che alla fine dei conti hanno costi molto più elevati dei ricavi.
Mentre scrivo mi giunge notizia di provvedimenti prenatalizi contro la parte
più emarginata del commercio ambulante: venditori di fiori, suonatori
giramondo , poveri africani che vendono accendini ed altre piccole cose. Forse
infastidiscono i benpensanti o attuano una sorta di concorrenza sleale nei confronti
dei commercianti del mercatino, meritori della massima protezione? Vogliamo
lasciare la libertà di decidere alla gente se comprare i fiori e le arance
dal carretto dell'ambulante o nel negozio, specialmente se i prezzi sono decisamente
pìù convenienti ? E per favore non tiriamo in ballo le tasse sarebbe
il colmo dell'ipocrisia.
Alberto Filippi