IMMONDIZIA E IL BRUTTO CHE AVANZA NON SOLO IN CAMPANIA,
MA ANCHE IN ALTO ADIGE. FINIREMO ANCHE NOI SOMMERSI DAI RIFIUTI ?
[9.12.2008]
Il progetto del secondo inceneritore per Bolzano dovebbe far pensare. Se è
necessario, vuol dire che con lo smaltimento dei rifiuto ci sono delle difficoltà..
e non di poco conto.
Il dato incontestabile è che l'immondizia tende a crescere molto più
del P.I.L, in modo esponenziale e incontrollabile per una serie di ragioni che
non si vogliono assolutamente prendere in considerazione. Non c'è quindi
da meravigliarsi se l'unica risposta che le istituzioni sono in grado di fornire
per far fronte all'emergenza sono le discariche e i termovalorizzatori o inceneritori,
termine più appropriato.
Per quanto riguarda la differenziata nella provincia di Bolzano si fa molto
poco a causa del turismo. I comuni che durante la stagione invernale ed estiva
ospitano centinaia di migliaia di visistatori non possono certo costringere
questa massa di vacanzieri ad operare la separazione dei rifiuti portandola
ai centri di riciclaggio e, pertanto, viene permesso, nella stragrande maggioranza
dei casi, ai turisti di buttare il sacchetto di plastica con ogni genere d'immondizia
direttamente nel cassonetto, rendendo possibile lo smaltimento solo attraverso
l'incenerimento.
Le cause che portano al crescente aumento dei rifiuto non si vogliono prendere
in considerazione per il semplice motivo che contrastano con gli interessi dominan
di coloro che in Alto Adige come in qualsiasi altra parte d'Italia e del Mondo
s'arricchiscono alle spalle della salute della gran parte dei cittadini e grazie
a certa politica che cerca in utti i modi di favorirli.
Se non si riese a ridurre a monte la produzione dei rifiuti è impossibile risolvere il problema!
Basterebbe poco per cominciae, ma si ha paura di colpire la casta degli "intoccabili".
Cosa ci vorrebbe ad obbligare la vendita solo di prodotti sfusi senza aspettare
l'iniziativa di singoli. Se la Coop di Bolzano vende detersivi sfusi alla spina,
significa che se è possibile per la Coop dovrebbe essere possibile per
tutti gli altri supermercati. Se a Milano, Torino e in altre regioni si comincia
a vendere il latte alla spina usando sempre la stessa bottiglia di vetro, facendo
a meno del tretrapak non riciclabile, che finisce all'inceneritore, lo si può
può fare con più comodità nella nostra provincia contattando
direttamenti le centrali del latte locali.
Ma non si deve assolutamente pensare che questi provvedimenti senz'altro auspicabili
siano sufficienti se non interviene un cambiamento culturale da parte dei consumatori
che ancora oggi, nella maggior parte dei casi si comportano come pecoroni attratti
dagli specchietti per babbei dei saldi e che finiscono per comprare quello che
non serve, solo perchè hanno la sensazione di fare un affare.
Prima di buttare via quello che si ha in casa per sostituirlo con qualche altra
mercanzia sarebbe meglio pensare se ne vale davvero la pena, poichè tutto
ciò che si butta via rappresenta un rifiuto e nella maggior parte dei
casi difficilmente riciclabile. Molte volte poi il consumatore sostituisce un
oggetto con un prodotto di qualità inferiore, solo magari perchè
é di colore o forma al momento più piacevole. Se il vecchio telefonino
funzione e ti permette di telefonare come il nuovo perché buttarlo. La
stessa cosa per il televisore. Nessun dottore ha mai ordinato il plasma o l'LCD.
Per produrre un computer occorre tanta energia quanto quella necessaria per
costruire un'automobile, lo smaltimento poi è una tragedia in termini
di costi e d'ambiente, prima di precipitarsi a cambiarlo per paura di perdere
l'occasione, solo magari perché il vecchio è diventato un po'
lento occorrerebbe riflettere un pochino e magari riscoprire il valore della
sobrietà.
Senza una cultura che offra la possibilità di uscire dal ciclo perverso
del consumismo distruttivo che impone sempre nuove consumi e che pretende veloci
ricambi dei prodotti rendendo impossibili le riparazioni come si può
risolvere il problema? Il guaio è che la cultura che ci sta soffocando
e uccidendo si fonda sulla crescita economica infinita, sul prodotto interno
lordo che deve sempre produrre e spacciare merci a qualsiasi costo e che riempirà
le case di sempre maggiori quantità di rifiuti che prima o poi dovranno
essere smaltite.
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