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BOLZANO BELLA
FORUM D'ECONOMIA E AMBIENTE
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Asterisco
Associazione
Tutela
Risparmiatori e Consumatori


Bolzano,
lo spreco è consentito [12febbraio
2009]

Fondo
Dolomit - rendimento
dicembre 2008

Laborfond
- risposta a Serafini

Andamento
del Laborfond al 31 ott. 2008 [17
novembe 2008]

Avviso
ai risparmiatori [04
novembe 2008]

Conseguenze
crisi economica in Alto Adige

Mutui: tassi
impazziti
[28
giugno 2008]

Limiti
dell'attività delle Associazioni lavoratori

Debito pubblico e debito privato [27
Aprile 2008]

Amianto
a Bolzano e Laives [2
Aprile 2008]

Virgolo
& C. Ambiente chi se ne frega. Cementare per crescere [20
Marzo 2008]

Fondo
immobiliare Dolomit, un magro affare.[12
Marzo 2008]

Azioni Cassa di Risparmio:
un affare per chi? [
05 Marzo 2008]

Aflatossine nel latte
e nella frutta secca, risultati delle analisi
[
21febbraio 2008]

Laborfond:
la scelta sbagliata per ogni comparto
[
10 febbraio 2008]

Porte
aperte nei portici,
le nostre mail al Sindaco di Bolzano
[Gennaio
2008]

Sommersi
dai rifiuti anche a Bolzano?
[Gennaio
2008]
 Spreco
energetico permesso ai negozianti
[fine
dicembre 2007 ]
 Fastweb
sempre peggio [09.12.07]
 Mercatino
di Natale a Bolzano, statevene a casa non siete i benvenuti!
[10.11.07]
 Mercatino
di Natale- fiera dello spreco
[10.11.07]
 Altro
che multe, sono i comuni vicini
che convincono la gente a portare le immondizie a Bolzano [25.10.07]
TFR
non date retta alla stampa, ai sindacati istituzionalizzati, ai partiti.
Tenetevi il TFR, ben stretto fra i denti.

TFR
solo disinformazione
[16.01.07]
[16.01.07]

Esercita l'opzione
! Non trasferire il TFR ai fondi te ne pentiresti amaramente. Sei sicuro
che il Laborfonds sia diverso dagli altri fondi pensione?
Successi
di Asterisco 2007:
 rimborsati
gli inquilini IPES
di via Cagliari per le spese di pulizia esagerate;
 -
soluzione a stralcio per una debitrice della Cassa
di Risparmio da 25.000 a 5.000 euro
 Fastweb
ancora reclami [11.10.07]

Fastweb esperienza disastrosa
, come scappare
 Non
comprate nulla
se di mezzo
 c'è
una finanziaria
[04.11.05]
 Insulina:
animale o...
 Fondi
immobiliari (Dolomit
compreso): perchè li sconsigliamo [4.3.05]
| 3 marzo 2009
IL VERO FINE DEL LABORFONDS
E DEGLI ALTRI FONDI PENSIONE
L'andamento del Laborfonds continua ad essere
negativo per tutti i comparti ad eccezione della linea garantita che
nell'ultimo mese si è ripresa grazie alla diminuzione dei tassi
d'interesse che ha sollevato le quotazioni dei titoli di stato a breve
scadenza. Ricordiamo però che anche questa linea ha il limite
di essere garantita da un' assicurazione, l'UNIPOL, che certamente in
questo momento con una svalutazione del capitale, in pochi mesi di circa
il 60% , non gode di una grande salute.
Questi i rendimenti per comparto:
linea garantita rendimento 3,16% su base
annuale;
Linea prudente - etica perdita del 4,54%
su base annuale;
Linea bilanciata perdita del 4,13 %
su base annuale;
Linea dinamica perdita del 15,07
su base annuale.
La linea prudente - etica sponsorizzata
anche dal Centro Tutela Consumatori e Utenti di Bolzano dimostra una
volatilità (rischiosità) superiore alla linea bilanciata.
A dimostrazione che di etico e di prudente c'è ben poco.
Bisogna infatti stare molto attenti ai criteri di eticità, poiché
per i gestori bastano poche condizioni per definire un prodotto etico:
dichiarazioni generiche da parte delle società di osservare la
normativa antimafia, di garantire sicurezza sul posto di lavoro, di
rinunciare al lavoro infantile, ecc.
La situazione dei mercati finanziari è
in continuo peggioramento e lo sarà per molto tempo, cosicché
le perdite del laborfonds , valutate nel lungo periodo, porteranno a
perdite sempre più pesanti, fino a giungere a valori delle quote
probabilmente inferiori a quelli di partenza.
E' infatti nel lungo periodo che i fondi dimostrano tutta la loro debolezza.
Molti fondi americani sono falliti, ma non solo. I primi fondi pensione
complementari italiani nati negli anni settanta in buona parte sono
stati liquidati e quelli sopravvissuti sono in crisi.
Il pagamento delle pensioni complementari a distanza di trent'anni dalla
nascita è stato sospeso alla Banca Commerciale e in molte altre
banche del meridione.
I sindacati che in questi giorni hanno
dedicato i loro giornali interamente alle elezioni dei delegati nel
consiglio del Laborfonds non hanno certo reso un buon servizio ai loro
iscritti. Avrebbero fatto meglio a preoccuparsi di cose più importanti.
Non saranno certo i delegati sindacali con la loro presenza nel consiglio
a salvare il Laborfonds.
La realtà è ben diversa.
I Fondi complementari sono stati creati
per garantire un flusso di denaro continuo ai mercati finanziari ormai
asfittici e non certo per garantire una pensione complementare.
Questo è stato e continua ad essere l'unico e vero scopo di
questi fondi.
Se si avesse voluto veramente garantire
una pensione complementare non ci sarebbe stato bisogno di costruire
strutture costose come la sede del Laborfonds. Non ci sarebbe stato
bisogno nemmeno di sostenere gli elevati costi del personale per una
struttura che non decide nulla, ma che si limita a scegliere i gestori
a cui affidare l'intero capitale raccolto dalle tasche dei lavoratori.
Non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di sollevare i gestori, con dichiarazioni
scritte, dal conflitto d'interesse nel quale i gestori dichiarano di
trovarsi, operando principalmente in favore delle società finanziarie
o delle banche che li hanno assunti.
Se si avesse voluto veramente garantire
la pensione complementare sarebbe bastato che il tesoro avesse messo
a disposizione dei lavoratori i BTP che si comprano in borsa, che poi
sono gli stessi che comprano i gestori, caricando ulteriori spese.
La prova? Attualmente ci sono BTP che rendono un interesse annuo del
3% oltre al 100% dell'inflazione.
Con questi prodotti garantiti dallo stato, senza spese e costi aggiuntivi,
si sarebbe potuto garantire una pensione complementare più che
dignitosa e sicura in qualsiasi periodo.
Invece si è voluto sprecare risorse
e denaro per non garantire proprio nulla.
A questo punto piangere sul latte versato
non serve a nulla. Ancora peggio affidarsi alla speranza di una ripresa
dei mercati.
L'unica cosa da fare sarebbe di sbarazzarsi di queste strutture dannose,
i cui costi sono destinati ad essere pagati interamente dai lavoratori.
Basta una semplice modifica di legge a cui stranamente nessun partito
o sindacato ha pensato:
- Dare la possibilità a chi
lo vuole di uscire dalla prigionia dei fondi pensioni, mettendo in tasca
ciò che è rimasto.
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