TWENTY aumento di cubatura illecito e il ponte che non si può
fare
La maggioranza del Consiglio
Comunale, compatta, ha dato il via al raddoppio del Twenty, rifiutandosi
di prendere in esame la nostra richiesta di rinvio dell'approvazione,
per verificare l'esistenza di un aumento di cubatura illecito, 7000 mc,
calcolato sulla fascia di rispetto e l'impossibilità di costruire
un ponte pedociclabile sotto l'autostrada.
La fascia di rispetto è quella che corre lungo la strada arginale
e sulla quale, per motivi di sicurezza si possono costruire solo distributori
di carburanti con una superficie netta di 50 mq.
I l Gruppo Podini è proprietario di un'area di rispetto netta di
1089 mq sulla quale non si può, ai sensi della legge urbanistica,
chiedere cubatura. Ed invece questa superficie è stata aggiunta
a quella dell'area, comportando un aumento di circa 7000 mc.
Aumento che permette al Gruppo di ampliare la superficie di vendita o
di costruire di 72 posti auto in più.
Tutta la discussione del Consiglio si è svolta intorno alla questione
di chi deve pagare il ponte pedociclabile, senza preoccuparsi minimamente
della mancanza di un progetto e se sia possibile costruirlo. Lo spostamento
del futuro ponte è stato inserito nel PUC .
Dovrebbe passare sotto l'autostrada e sopra l'arginale, ma in questi casi
il codice della strada prevede una distanza di almeno 4, 5 metri d'altezza
per la costruzione e sfidiamo chiunque a trovare in zona Twenty un tratto
che lo consenta, a meno che la Provincia intenda provvedere ad una nuova
legge.
L'approvazione della delibera è stata presentata in fretta e in
furia , senza dare il tempo ad approfondimenti e ciò fa pensare
ai motivi di tanta urgenza per cambiare la destinazione d'uso della zona
da produttiva D1 a produttiva D3 con destinazione particolare. Il motivo,
facile da comprendere, è l'imminenza della sentenza del TAR che
fa paura al Gruppo Podini, ma anche alla Provincia e al Comune.
Il sospetto di indebiti favoritismi rimane ed è legittimo.
La conseguenza della nascita di un Centro Commerciale in città,
senza o con il ponte, sarà l'aumento dei negozi chiusi. Oggi sono
circa trecento, con il raddoppio del centro commerciale, anche loro potrebbero
raddoppiare. Tutto all'insegna dello spreco urbanistico.
Un'ultima considerazione
il Centro Commerciale di 20.000 mq porterà una ricaduta economica
negativa.
Tutte le società della Podini Holding hanno sede a Milano e pertanto
le tasse non le pagano a Bolzano (ricaduta fiscale zero). I negozi sono
quasi tutti in franchising con sedi esterne (ricaduta fiscale zero). Le
merci vengono da fuori (indotto nullo). I posti di lavoro non compensano
i posti persi e i negozi che chiuderanno per la concorrenza del Twenty
.
Le famiglie indotte ad acquistare prodotti inutili, attraverso una pubblicità
battente, impoveriranno.
L'inquinamento aumentera e con esso la massa dei rifiuti che un grande
centro commerciale inevitabilmente porta.
Il centro commerciale non è una fortuna, ma una disgrazia per la
città!
Alberto Filippi- Movimento 5 stelle - Bolzano
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