Piazza Gries esempio di Macelleria Edilizia




Alla fine il Consiglio approva, nonostante la contrarietà dei verdi, per i quali l'astensione di un partito che fa parte della maggioranza equivale a un voto contro. Ci hanno raccontato una barzelletta che non avevamo mai sentito, ma che non ci ha fatto ridere.

Soddisfatti i soci - consiglieri della Cantina Sociale di Gries che hanno appeso sulle pareti del Consiglio la foto della nuova cantina, casa clima triplice A++, un pugno in un occhio di vetro che sorgerà a S. Maurizio, sotto la quale si prevedono un centinaio di migliaia di metri quadrati di cemento, capaci di ospitare tante botti da ubriacare l'intera provincia per tutto l'anno; soddisfatto il Sindaco Spagnolli, coltivatore diretto della vigna comunale e socio per conto del Comune. Soddisfatta anche l'assessora Pasquali, la quale ha dichiarato che il cemento addirittura è diminuito perchè prima i metri di cemento intorno alla cantina erano di più. Evidentemente non ricordava il progetto del “piano di recupero del centro storico A2 Gries”. Pensava che i sette fabbricati di cinque piani+ 300 garage, uno appiccicato all'altro, fossero costruiti sotto il terreno con cubatura negativa.

Contro il piano di distruzione di Piazza Gries sono insorti residenti e associazioni ambientaliste, fra le quali l'Heimatpflegeveband Suedtirol e Italia Nostra, ma tutte le loro sacrosante ragioni si sono frantumate contro il muro degli interessi immobiliari della società del gruppo Rauch, nuovo emergente nello scenario dell'edilizia sudtirolese, favorito dall'attuale maggioranza comunale per una questione di proporzionale etnica. Fino ad oggi, infatti la città, aveva favorito i grandi immobiliaristi italiani: Podini e Tosolini. Per ristabilire la proporzionale violata era necessaria una compensazione etnica.

L'Heimatpflegeveband contro lo scempio ha presentato ricorso al TAR che l'ha rigettato, ma nonostante la sentenza negativa è ricorsa al Consiglio di Stato, dove il procedimento è pendente. Alcuni consiglieri hanno chiesto di aspettare la sentenza definitiva, ma la maggioranza (sempre con l'astensione dei Verdi) ha deciso che non c'è tempo da perdere, tirando fuori l'altra barzelletta che non fa ridere nessuno: la città ha bisogno di case un giorno sì e un giorno no a sentire il Sindaco e la Pasquali.

La signora Paungger fa presente che l'unica strada d'accesso ai nuovi edifici, a tratti è appena larga 5 metri e che intorno si concentrano gli ingressi di oltre 300 garage interrati con circolazione promiscua di pedoni, biciclette, veicoli in entrambe le direzioni e che il tratto viene percorso dai visitatori dall'Eltern Kind Zentrum. Per il Comune va bene così: si deve pur pagare un prezzo per il recupero ( per noi distruzione) del centro storico di Gries.

Sempre la signora Paunger rileva che l'edificio 1C, alto 15 m è posto a 4,35 m dall'immobile della medesima con conseguente danno di luminosità e privacy (evidente esempio di macelleria edilizia).Le controdeduzioni non entrano nemmeno nel merito delle osservazioni poste dalla signora. Sono previste deroghe di legge. Punto e stop.
Anche questa lampante ingiustizia viene avallata da voto del Consiglio con opposizione del gruppo verde che vota contro sempre con l'astensione critica che fa passare tutto.

ITALIA NOSTRA osserva che la demolizione della Cantina Gries rappresenta un duplice danno dal punto di vista culturale e paesaggistico. Si prevede di realizzare una cubatura eccessiva (5 piani per 30.0000 metri cubi-per edificio) in un contesto urbanistico di estrema delicatezza, ampiamente sottoposto al regime di tutela degli insiemi, che ha potuto conservare fino ad oggi un carattere di "paesE" di notevole bellezza e tipicità. Seguono altre osservazioni interessanti, ma tutte vengono rigettate dal Consiglio con il voto contrario (astensione) sofferto dei Verdi.

E alla fine voto conclusivo sul piano, conclusione scontata con pianto finale dei consiglieri verdi, indifferenza dell'opposizione di Centro Destra ed ennesima nostra delusione sullo stato della politica nella nostra città.