Premessa:

1) la nostra Lista persegue l'interesse pubblico, combatte il conflitto d'interessi e non intende favorire l'interesse privato di nessuno, tanto meno dei cosiddetti poteri forti;
2) questi ultimi svolgono una pesante e costante pressione sull' Amministrazione Comunale volta a favorire i propri affari.
3) da più di trent'anni nella città si distinguono in quest'opera i gruppi imprenditoriali delle famiglie Podini e Tosolini.

Il contenzioso attualmente giacente presso l'Avvocatura del Comune, per quanto riguarda il gruppo Tosolini, è di 14 cause in essere, relative a richiesta di risarcimenti per una quantità indefinibile di milioni di euro. Da poco si sono concluse quattro vertenze con una società del gruppo, con richieste di risarcimento di circa sette milioni di euro, fortunatamente per le casse del Comune, ridotte dal giudice in circa duecentomila euro.
Per quanto riguarda il gruppo Podini, invece, c'è stata una lunga disputa, con una richiesta di risarcimento nei confronti del Comune valutata in 15 milioni di euro che si è conclusa il 28 aprile 2010 con il rilascio delle 12 licenze richieste, ma che si è tutt'altro che risolta nei confronti di coloro che si sono opposti alle concessioni.

Scopo della nostra indagine è verificare se, nella vicenda delle 12 licenze concesse in via Galilei 20 al Gruppo Podini , il comportamento del Sindaco di Bolzano, che si è assunto l'intera responsabilità delle autorizzazioni (l'assessore competente, Ladinser, non ha firmato) è stato coerente con la preminenza dell'interesse pubblico o ha favorito l'interesse privato del gruppo Podini ?

La vicenda

Il 14/11/2006 il Comune di Bolzano concede all'AGRI l'autorizzazione per commercio al dettaglio alimentare n. 10144/13700 per mq 495 in Via Galiei 20.

IL 15-12-2006 il Comune di Bolzano concede all'AGRI l'autorizzazione per commercio al dettaglio non alimentare n.10148/13675 per 490 mq in Via Galiei 20.
Da notare che in entrambe le autorizzazioni il Comune aveva accordato le licenze senza il necessario controllo urbanistico. Cioè, senza richiedere le planimetrie delle superfici dei locali.

Nel corso del 2007 l'AGRI chiede altre licenze tutte per l'esercizio del commercio non alimentare fuorché una, accludendo la planimetria relativa relativa ai progetti che interessano i nuovi edifici in costruzione (area Mediaworld). Il Comune le respinge in via di autotutela.

Il 25-01-2008 il Comune di Bolzano con provvedimento del Sindaco, notificato in data 28-1-2008, annulla in via di autotutela l'autorizzazione per le autorizzazioni concesse nel 2006. I motivi della decisione sono di carattere urbanistico (manca la planimetria dei locali previsti per le licenze) e di "di interesse pubblico concreto". Quest' ultimo riguarda la disparità di trattamento fra l'AGRI a cui sono state date le licenze e TRONY e ELECTRONIA a cui sono state negate.
(Essendo passato più di un anno dalla concessione delle licenze il Comune, in base all'art.23 della legge provinciale n.7 del 17-02-2000, avrebbe potuto revocarle).

L'AGRI reagisce chiamando il Comune a difendersi davanti al TAR ,con ricorso n. 112/2008, a firma di Giovanni Podini contro l'annullamento, per errata interpretazione dell'art.8, comma 2 del DPGP 39/2009 e per eccesso di potere conseguente all'errata interpretazione come zona produttiva anziché zona mista; per insufficiente, rispettivamente contraddittoria interpretazione della legge urbanistica provinciale e per l'eccesso di potere per annullamento in assenza di interesse pubblico concreto. Sostiene d'aver chiesto le licenze nell'area in costruzione dove dal 1974 era presente il civico 20.

A questo punto occorre fare una riflessione sulle due licenze concesse. Sicuramente intenzione dell'AGRI non era quella di chiedere le licenze per l'edificio al civico 20 che già ospitava le Sorelle Ramonda e l'Eurospar. Sapeva benissimo che non esistevano 985 mq a disposizione. Della stessa situazione urbanistica era a conoscenza il Comune anche se l'AGRI non aveva fornito la planimetria dei locali da adibire all'esercizio delle licenze.
Una domanda allora è d'obbligo: quali sono stati i reali motivi che hanno portato il Comune ad assegnare le licenze su un'area sulla quale dovrà sorgere un cantiere di lunga durata ? Licenze che necessariamente dovrebbero essere continuamente rinnovate.
Per trovare una risposta a questa domanda è necessaria una premessa. Il business del momento sono i centri commerciali. Podini è Tosolini non vogliono lasciarsi sfuggire l'occasione di affari milionari. A Bolzano mancano aree. Le uniche disponibili per il grande commercio si trovano nella zona industriale. Entrambi sono a conoscenza che la Provincia è decisa a varare una legge che sancisce il definito divieto del commercio al dettaglio nella Z.I. ( la legge entrerà in vigore l'1-8-2007). C'è poco tempo, Occorre ottenere le licenze prima di tale data. Le leggi in vigore e la nuova politica liberista della Provincia lasciano spazio a interpretazioni. Si possono trasferire licenze dalle zone di completamento in città e addirittura sembra possibile ottenerle nelle cosiddette zone miste.
Tosolini ottiene dalla Provincia tutte le autorizzazioni che occorrono per il Centrum di Via Galvani, Podini invece, all'improvviso, si vede bloccato dall'intervento del Comune.
E qui forse entra in gioco il carattere del nostro primo cittadino predisposto ad accontentare tutti. Prima sposa la causa di Podini senza pensare alle conseguenze, poi tirato per le orecchie dall'Unione del Commercio che minaccia il ricorso al TAR e pressato dalla componente SVP nella sua giunta, si tira indietro.

L'Avvocatura del Comune, guidata dall' Avvocato Cappello predispone la difesa schierandosi a fianco dell'Unione:
- Podini non ha allegato la planimetria;
- le licenze sono state chieste per il civico 20 dove mancano le aree per poterle assegnare;
- esiste l'interesse pubblico poichè non si può concedere a un'impresa e negare a un'altra che ha gli stessi diritti.

In data 7-5-2009 la sentenza del TAR n.175/2009 da ragione al Comune di Bolzano e all'Unione:
" richieste delle autorizzazioni di vendita al dettaglio sono state avanzate per il numero 20 di Via Galilei, rispettivamente per 495 e 490 mq, quando la p.ed. 2926 che ospita il numero civico 20 dispone di appena 89 mq"
Sul civico 20 si pronuncia così:
" ...è fuori luogo qualsiasi richiamo a situazioni esistenti pregresse in quanto i comuni sono tenuti alla revisione dell'odonomastica e della numerazione civica avendo particolare riguardo alle nuove costruzioni e demolizioni"
Il Tribunale Amministrativo da ragione al Comune anche sulla questione dell'interesse pubblico.Testualmente dalla sentenza: "con riferimento ai "criteri di trasparenza e imparzialità, ravvisata la necessità .....di evitare inaccettabili situazioni di disparità di trattamento (vedasi casi Trony ed Electronia
)"
Non si pronuncia sulla possibilità di chiedere licenze al dettaglio nelle aree miste e di completamento.
Il TAR rinvia alla Procura della Repubblica l'accertamento effettuato dal Comune sullo spostamento del numero 20 da parte di ignoti su un muro al confine del nuovo cantiere (dove c'erano i civici 22 e 24).per eventuali valutazioni penali.

Verso la fine dell'anno la situazione precipita. L'indagine della Procura sullo spostamento fraudolento del civico 20 da ragione a Podini e insinua la possibilità di responsabilità penali per il Comune. Il Sindaco si sente costretto a trattare. E, grazie alla trattativa in corso, la Procura della Repubblica archivia la denuncia.

E' il giro di boa. Nel frattempo l'Avvocato Cappello abbandona l'Avvocatura. Le pressioni del Gruppo Podini sul Sindaco si fanno più forti. Si prospetta una richiesta di risarcimento danni per 15 milioni di euro. La Provincia, al contrario del comune ha rilasciato la licenza per Mediaworld e perfino una licenza per il dettaglio non alimentare su 5262 metri quadrati alla ditta Anesi.
Il Sindaco non se la sente di aspettare la sentenza definitiva del Consiglio di Stato In piena campagna elettorare, il 28 aprile del 2010, si prende in carico l'intera questione, alza le braccia in segno di resa e revoca in via di autotutela tutti i provvedimenti contro il rilascio delle licenze, confermando definitivamente le concessioni.
Il provvedimento è un vero e proprio mea culpa che sposa tutte le argomentazioni dei legali di Podini fino quasi a dimostrare priva di valore la sentenza del TAR che aveva dato ragione al Comune.
Da notare: Ladinsere, Assesore delle Attività economiche, non firma la revoca!!!!
Da notare ancora che le licenze vengono concesse in aprile e solo in luglio il Sindaco sottopone la decisione al Consiglio privandolo di ogni possibilità di discussione. (Considerato anche il periodo elettorale, avrebbe dovuto portarle a conoscenza subito, per rispetto del Consiglio e perchè non poteva sapere di essere rieletto). O forse temeva che un diverso successore avrebbe aspettato la sentenza del Consiglio di Stato?

Il 25 giugno 2010 il CONSIGLIO DI STATO emette la sentenza definitiva sulla vicenda Trony. Le conclusioni chiariscono definitivamente la questione delle aree produttive in Via Galilei, dando piena ragione a Comune e Provincia che hanno negato le licenze alla Trony. Una doccia fredda per il Sindaco che però non può più tornare indietro.

Il matrimonio con Podini si celebra il 12 ottobre 2010 con una memoria inviata alla V sezione del Consiglio di Stato "assumendo una posizione sostanzialmente affine a quella della ricorrente" (PODINI HOLDING)- come si legge nel testo. L'Unione del Commercio rimane sola contro due.

Partono subito i ricorsi di Unione, Computer world Europe e Erca shopping (Trony) contro Provincia e Comune, Computer World e Erca chiedono la sospensiva delle licenze provinciali per Media World. Il TAR deciderà in merito il 14 dicembre.
Per quando riguarda i ricorsi contro il Comune contro l'assegnazione delle licenze al Gruppo Podini, il TAR si pronuncerà un mese dopo.

Odonomastica

All'inizio di ottobre 2010 intuisco che devono essere spariti i civici 22 e 24 di Via Galilei. Prendo la bicicletta e vado al Twenty. Verifico che dal civico 20 di Via Galilei si passa al civico 26. Vado al SIT che mi conferma che i civici 22 e 24 sono stati demoliti e che per saperne di più devo rivolgermi all'Architetto Barducci, il quale m'intrattiene con gentilezza e mi spiega che saranno assegnati. Chiedo quando sono stati demoliti il 22 e il 24. Mi risponde che la demolizione avviene per via elettronica e quindi non c'è traccia. Com'è possibile che il Comune non sappia quando ha demolito i numeri - mi domando - e con richiesta scritta invito il Segretario Generale ad intervenire.
Il 15-10 arriva la risposta, il numero 20 è stato assegnato con lettera del 3-9-2010 insieme al 22 e al 24. Il civico 22 era stato demolito in data 17-09-2010 (quando ormai il Sindaco aveva deciso di concedere le licenze) ; il civico 24 in data 9-05-2006. (I numeri quindi fino a quelle date esistevano e perchè allora non hanno insistito con la Procura se erano in possesso della documentazione probatoria? Si è voluto favorire il Gruppo Podini?.
ll 16-11-2010 vado di nuovo al TWENTY con la mappa dei numeri assegnati per verificare se la HOLDING PODINI (dopo più di due mesi dall'assegnazione) ha provveduto alla sistemazione dei civici. Avrebbe dovuto farlo entro 15 giorni dall'assegnazione, vale a dire entro il 18 settembre! Verifico: sull'intero complesso della p.ed 2926. Troneggia una sola targa in bell'evidenza all'entrata unica del Centro Commerciale: il numero 20. Del 14 del 16, del 18, del 22 e del 24 non c'è traccia.
Da Via Galilei n 12 (dove c'è la banca) si passa al civico twenty e da quest'ultimo al civico 26, dove c'è la COMMERCIALE di Borgogno. Cosa aspetta il Comune a sanzionare Podini? Chi ha la competenza sulla assegnazione dei civici? Il Comune o l' Holding di Podini può fare ciò che vuole!

Conclusione

Dalla vicenda pensiamo si possano trarre alcune conclusioni che rispecchiano l'instabile posizione della maggioranza che fatica a trovare una linea di coerenza. Il Sindaco passa da una posizione all'altra, manifestando debolezza.
Per quanto riguarda la vicenda in questione è evidente che la coerenza è mancata. Prima si danno le licenze, poi si tolgono, poi si restituiscono. Prima si sostiene che nell'area ex Maxi c'erano i civici 22 e 24, e che il 20 riguarda la p.ed 2920 (ex Famila), poi si ammette che il civico 20 riguarda anche la p.ed 2196/1. Ma com'è possibile?
Per quanto riguarda l'interesse pubblico, prima riguardava la parità di trattamento dei soggetto che richiedono le licenze, poi diventa la necessità di tutelare chi ha investito per lavori di costruzione importi rilevanti (come si legge nella revoca del 28-4-2010). Suvvia! non si possono cambiare in questo modo le finalità dell'interesse pubblico a meno di non voler considerare legittimo favorire chi ha più potere e più soldi per ottenere tutto ciò che vuole.

La città non può andare avanti amministrata in questo modo.

Alberto Filippi - Lista Civica 5 Stelle - Bolzano