Progetti
WI FI : l'eccesso, come tutti gli eccessi, assume un carattere distruttivo,
in questo caso per la salute dei cittadini.
E'
stato reso noto che ben presto su tutta l'area delle Passeggiate Lungotalvera
e Prati del Talvera verrà attivata la copertura wi-fi, per il collegamento
internet senza fili. L'operazione è un "regalo" della
Cassa di Risparmio.
Mentre
il Comune sembra accettare, secondo la massima "a caval donato non
si guarda in bocca", esistono d'altra parte degli elementi che, a
ben considerare, consigliano invece di usare la massima attenzione e precauzione.
Il
Comune stesso del resto ha inteso avviare un progetto di copertura wi-fi
in aree (per ora) limitate della città, come ad esempio al Lido,
secondo i desideri e le spinte degli operatori di telefonia mobile che
espongono e propagandano esclusivamente il lato positivo della medaglia.
Come è ovvio.
E'
necessario tuttavia che - in assenza di un monitoraggio e di una legislazione
al passo con la rapidissima evoluzione tecnologica dei prodotti da piazzare/smerciare/imporre
- il Comune e i suoi organi valutino molto più prudentemente la
cosa, in considerazione degli aspetti meno positivi. Anzi decisamente
negativi. Tali aspetti sono di primaria importanza, in quanto riguardano
la salute delle persone esposte - cioè la totalità della
popolazione.
La
premessa è che le tecnologie in questione (wi-fi, internet senza
fili) si basano sulla emissione di onde elettromagnetiche denominate microonde,
che sono quello stesso tipo di emissioni (radiazioni non ionizzanti) che
consentono e veicolano il funzionamento dei cellulari. Ovviamente la copertura
wi-fi non si avvale come veicolo delle medesime emissioni prodotte dai
ripetitori (antenne), già soggetti ai valori soglia di legge, ma
si tratta invece di ulteriori
emissioni,
prodotte appositamente per 24 ore su 24 entro tutta l'area prevista e
che vanno ad aggiungersi a una già sostanziosa quantità
di "insalata elettromagnetica" a cui tutti siamo continuamente
esposti. (Più avanti, un elenco delle varie fonti da poco introdotte
nell’ambiente che ci inondano quotidianamente).
A
questo punto qualunque gestore di telefonia mobile obietterà con
la litania che "non ci sono prove certe della dannosità dell'esposizione
alle onde della telefonia mobile".
E'
bene prendere le distanze da queste affermazioni che senza dubbio convengono
a chi, la tecnologia senza fili, la deve vendere; è bene prendere
atto di un importante risultato delle ricerche fin qui condotte da molti
scienziati e ricercatori indipendenti che si sono interessati della questione.
E cioè: gli effetti nocivi delle microonde sulla salute sono un
fatto che non si manifesta di primo acchito, nell'immediato, salvo in
casi molto rari. Gli effetti nocivi delle microonde sono effetti CUMULATIVI.
Anche nel senso che quando certi effetti si manifestano, spesso è
troppo tardi per recuperare la salute perduta. Ciò non toglie che
alcune persone possano anche non soffrire per lunghissimo tempo dell'esposizione.
Ma vi sono altresì molte possibilità che l'esposizione incida
in tempi più brevi, molto più brevi, specialmente su soggetti
già predisposti, indifesi, di salute carente, debilitati e - vale
la pena sottolinearlo - dall'organismo ancora in formazione. Si parla
dei bambini e dei giovani, compresi quei bambini che sono ancora in gestazione.
Si
rileva inoltre l'esistenza di un numero di individui, sia fra gli abitanti
del Comune che fra i turisti, che soffrono di elettrosensibilità innata
o acquisita e sopportano quindi poco o niente l'esposizione alla copertura
wi-fi.
L'affermazione
che "non sia sufficientemente dimostrata una correlazione tra patologie
come leucemie e tumore al cervello, o semplici disturbi nervosi",
si basa sul fatto di pretendere un tipo di dimostrazioni scientifiche
che sono al di là del ragionevole. Richiederebbero enormi investimenti
pubblici e il coinvolgimento massiccio di cavie umane, per essere raggiunte.
Di fatto, questo tipo di dimostrazioni possono provenire solamente da
colossali esperimenti sul campo che utilizzino per i propri rilevamenti,
cinicamente, esseri umani e animali già destinati ai futuri danni.
Un po' come è accaduto per i danni da fumo di tabacco , e per l'inquinamento
da asbesto. Tabacco e amianto hanno richiesto decenni esposizioni di individui
ignari e milioni di morti per tumore, prima che se ne confermasse la nocività.
Nel caso delle onde elettromagnetiche, molti ricercatori dispongono già
di sufficienti elementi per poter risparmiare la vita e la salute di quella
massa ignara che sta facendo attualmente da cavia per l'esperimento sul
campo.
(In
linea di principio, si tratta di fare scelte in base al Principio di precauzione
anziché al più comodo principio del Danno Socialmente Accettabile.)
Si
ricorda in proposito che:
-
è appena stata resa nota la sentenza giudiziaria secondo cui i
ripetitori di Radio Vaticana sono colpevoli, con il loro inquinamento
elettromagnetico, di aver causato le leucemie infantili ai bambini abitanti
del posto (fatti risalenti a 10 anni fa);
-
il Sindaco del Comune di San Francisco ha stabilito che tutti i cellulari
venduti in città debbano riportare una scritta che mette al corrente
il cliente dei potenziali danni alla salute, sul modello delle scritte
riportate sui pacchetti di sigarette: operazione "Diritto di sapere".
-
Bambini nati e in gestazione, giovani e persone deboli o di salute precaria,
oltre che persone adulte in buona salute, sono esposte quotidianamente
a: emissioni del cellulare (proprio e altrui), del cordless (proprio e
dei vicini), dei ripetitori di telefonia mobile, dei ripetitori radio-tv,
delle reti wireless (WLAN), del sistema wi-fi urbano e delle lampadine
a risparmio energetico, dei sound systems, dei sistemi satellitari di
rilevamento e del sistema Tetra recentemente introdotto dalla polizia.
A volte, prese anche tutte insieme. Ogni fonte di emissioni elettromagnetiche
può avere 8 (otto) parametri variabili (l'intensità più
altre 7) su base dei quali andrebbero indagati i possibili effetti sulla
salute. Quanto fa in totale?
-
Uno studio scientifico australiano di ineccepibile valore scientifico
lo scorso anno ha dimostrato la correlazione fra esposizione dei genitali
alle onde del cellulare e infertilità maschile.
-
Recentemente la Corte di Appello di Brescia ha emesso una sentenza che
accusa il datore di lavoro per la malattia di un dipendente ammalatosi
di tumore al cervello in seguito all'esposizione forzata alle emissioni
del cellulare e del cordless. Il datore di lavoro è stato condannato
a risarcire e il dipendente ha ottenuto l'invalidità dell'80%.
-
Diverse scuole anche in Alto Adige hanno rinunciato al sistema di copertura
wi-fi interno dopo averlo installato, facendo quindi marcia indietro;
la decisione è stata presa dopo aver saputo che l'azienda BMW di
Monaco di Baviera aveva a sua volta fatto marcia indietro, dopo aver constatato
che la maggior parte dei dipendenti aveva cominciato ad accusare disturbi.
-
Le persone elettrosensibili sono già una realtà fra noi.
Alcune di esse sono state costrette a cambiare casa dopo l'installazione
di una antenna-ripetitore nei paraggi della loro abitazione. I turisti
tedeschi (e altri) elettrosensibili devono cercarsi mete meno inquinate.
E' probabile che - data la propaganda monodirezionale che viene fatta
sulla questione - un certo numero di persone siano già elettrosensibili
o si stiano avviando a diventarlo, ma SENZA SAPERLO. Quando magari
decidono di rivolgersi al medico, vengono indirizzate allo psichiatra.
Quante di esse ricevono una diagnosi fuorviante? Da notare che tutte queste
persone non possono esporsi a un’ ulteriore emissione wi-fi senza
incorrere in un aggravamento.
-
Mentre nel caso delle sigarette, le persone sono libere di scegliere se
fumarle o no, e possono richiedere il rispetto dei divieti agli altri,
nel caso del sistema wi-fi E' IMPOSSIBILE PER CHIUNQUE SCEGLIERE DI SOTTRARSI.
Ciò significa che un individuo elettrosensibile, o che non voglia
diventarlo in seguito a ripetute esposizioni, NON È IN GRADO di
evitarle: esse infatti colpiscono indistintamente tutti gli organismi
(delle persone) presenti su una determinata area.
Già
questo solo fatto dovrebbe far riflettere l'amministrazione comunale sulla
validità di una simile scelta. Dunque,
piuttosto che dire "A caval donato non si guarda in bocca",
quando si tratta della salute della popolazione sarebbe meglio approfondire
di più.
Alberto
Filippi - Lista Civica a 5 Stelle con l'aiuto
dell'esperto
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