Carezza: un altro scempio ambientale alla faccia dell’UnescoNon bastava l’invaso da un milione di litri d’acqua. Non bastavano le migliaia d’alberi abbattuti per la costruzione dei nuovi impianti. Mancava il maxi parcheggio, cinquecento metri che accompagnano la strada, per far fronte alla prevista marea di sciatori che dovrebbe invadere il nuovo complesso sciistico. A tempo di record, nel più assoluto silenzio, ettari di bosco che accompagnavano la strada che da Carezza sale al passo di Costalunga sono spariti per dar luogo ad uno spettacolo devastante. Tutto con la complicità del Comune di Nova Levante, il quale è sempre pronto a mostrare più interesse per gli affari che per la conservazione del territorio Gli alberi erano malati si dovevano abbattere. Il
parcheggio creerà benessere e nuovi posti di lavoro. Il solito ritornello
che accompagna ogni scempio ambientale.
La giostra dello sci fa parte di quest’ultima categoria. Distrugge l’ambiente, porta inquinamento, rifiuti, spreco d’una quantità enorme d’acqua e d’energia: per otto mesi l’anno l’invaso sarà alimentato dall’acqua del Rio Piccolino e del Rio Gola; per l’enorme quantità di energia elettrica necessaria a pompare l’acqua dalla centrale di raccolta ai cannoni è intervenuta l’ENEL rompendo la Via Re Laurino per interrare chilometri di cavi. Lavori che attraggono la speculazione edilizia, prevista
nel Masterplan del Comune di Nova Levante, per l’ulteriore avanzata
del brutto. Se tutto va bene qualcuno si arricchirà molto, ma il territorio
alla fine: cementificato, affollato, sporco e inquinato sarà svalutato
per sempre. Ne vale la pena? Ci vuole poco a capire che la ricaduta economica sarà in ogni modo negativa. Cosa produce di utile la giostra dello sci per quel po’ di divertimento che offre? L’affollamento degli ospedali nel fine settimana? Gambe e teste rotte? Qualche morto? La confusione? Stress? Traffico? Le spese che ricadono sui cittadini della Provincia chi le paga? Non certo il re dei cannoni. Alberto Filippi nodo: stopalconsumoditerritorio |