BUCHI NERI DELL'ECONOMIA, dove nessuno ci guadagna.

Negli ultimi tempi, venendo a mancare adeguate risorse finanziarie per la realizzazione di rilevanti progetti a carattere pubblico, si sono inventate una serie di sinergie per coinvolgere l'investitore privato. E' diventata una moda alla quale ricorrono gran parte degli enti pubblici. Fra i casi più noti, la sinergia ( Project financing) relativa all costruzione dei garage dell'ospedale, affidata ad una cordata mista pubblico / privato (il costo di 23 milioni di euro coperto per metà dalla Provincia di Bolzano e per metà da quattro imprese – di cui una, la Seab, comunale – cui la concessione aveva garantito la gestione per 30 anni per rientrare delle spese), è sfociata in uno scontro tra gli interessi di chi sui parcheggi doveva guadagnare e di chi invece voleva offrire un servizio ai cittadini. Alla fine a rimetterci sono stati gli utenti, chiamati a pagare tariffe salate. Il multipiano in questione ha sollevato numerose polemiche. La tariffa oraria è stata definita da più parti "vergognosa". La tariffa di parcheggio, fino a novembre di 50 centesimi l’ora, è schizzata a 1,20 euro e dopo la società di gestione aveva anche deciso un aumento delle tariffe di 0,60 centesimi l’ora (quindi da 1,20 a 1,80 €), con il risultato di avere il parcheggio dell’ospedale più costoso di quelli in centro città.
Alla fine i cittadini ci hanno rimesso due volte, poiché la Provincia è stata costretta a ricomprare le quote cedute con un ulteriore esborso di circa 20 milioni.

Ma ci sono altri meccanismi di “finanza creativa” che assomigliano al project financing, ma dove l'intervento pubblico viene nascosto, pur recitando un ruolo fondamentale. Mi riferisco alla vicenda della Cantina sociale di Gries. Comune e Provincia sono chiamati ad avallare un progetto, concedendo le relative licenze. Chiaramente gli accordi fra pubblico e privato si fanno dietro le quinte. I consigli comunali e provinciali sono chiamati solo ad avallare il piano prestabilito. Per simili opere si scontano una serie di ricorsi da parte di privati danneggiati dal progetto, sui quali si cercherà una mediazione una volta approvato. In questo caso gli attori principali dell'affare sono da una parte un'impresa edile (Gruppo Rauch) dall'altra la Cantina Sociale di Gries con i suoi soci, fra i quali il Comune di Bolzano e qualche consigliere, magari capogruppo della SVP. L'accordo prevede che la Cantina sociale ceda il terreno all'impresa edile e quest'ultima s'impegni a costruire gratis la nuova cantina sociale a S. Maurizio. Anche il gruppo Rauch però pretende di guadagnare qualcosa, anche perchè, a conti fatti, per realizzare la nuova cantina: ca 200.000 mq di cemento interrato, più la palazzina ultra moderna in vetro, dovrà sostenere costi in economia per qualche milione di euro. Per rientrare deve chiedere la massima cubatura possibile: sette edifici di almeno cinque piani, uno appiccicato all'altro, più 300 garage. Il Comune di Bolzano, per avallare la distruzione della piazza, deve dare al progetto un valore ambientale: la pista ciclabile. Solo in questo modo potrà pretendere il voto degli eco-sociali della maggioranza. I tecnici della provincia si oppongono, ma gli immobiliaristi Durnwaldner e Widdman non tengono conto del parere e vanno avanti, eliminando le piste ciclabili, altrimenti rischiano di perdere il ricorso di un privato al TAR. Il Comune di oppone, annuncia causa alla provincia e ai proprietari che hanno fatto i ricorsi, per i quali la Provincia ha modificato il progetto comunale. Risultato finale un buco nero, dove tutti rischiano di perdere a cominciare dai cittadini che perderanno per sempre la bellezza della piazza e che dovranno sborsare i soldi per le cause di Comune e Provincia e per le necessarie strutture urbanistiche e il loro mantenimento. Ma nemmeno l'impresa edile sarà sicura di guadagnare, bisognerà vedere come andranno le vendite del mostro.
E la Cantina sociale di Gries? Guadagnerà solo se continueranno ad aumentare la produzione e le vendite di vino, ma ciò è tutt'altro che scontato, altrimenti il risultato sarà la perdita della sede storica e una lunga striscia di cemento in gran parte inutilizzata.
L'esperienza dei buchi neri del cemento e della finanza: subprime, Enron, Lehman Brothers, i cui effetti sulle economie nazionali (USA e Grecia in primis) continueranno per anni, nulla hanno insegnato. L'economia continua ad andare avanti con il paradosso (che si potrebbe ridefinire paraocchi) di Jevons, confidando sui miracoli dei miglioramenti tecnologici, fra i quali la finanza creativa.
Ed in provincia altri buchi neri, con relativi salassi delle finanze pubbliche, sono in vista: aeroporto, terme di Merano, BLS, TIS, EURAC, SADOBRE e perchè no! Anche l'areale ferroviario di Bolzano.

Alberto Filippi