FABBISOGNO ABITATIVO SOCIALE
A BOLZANO
I dati dell'ASTAT "Attività
edilizia e mercato immobiliare in provincia di Bolzano - aggiornato al
31-12-2010", appena uscito, dovrebbero servire fra l'altro ad individuare
il fabbisogno reale di abitazioni sociali. Vediamoli.
Fabbisogno sociale
Il
patrimonio abitativo dell'IPES , alla fine del 2010 ammontava
a 12865 alloggi, quasi il 50% ,6144, ubicati a Bolzano, di cui 5.930 abitati
da 13.527 persone (il 13% della popolazione vive in una casa IPES) e 214
vuoti, da assegnare.
Attualmente i richiedenti con 25 e più punti sono 220. Quindi
gli appartamenti vuoti dell'IPES riuscirebbero a colmare quasi interamente
il fabbisogno sociale più urgente (25 e più punti).
Ma
c'è un altro dato impressionante, quello relativo alle
2.408 abitazioni sottoccupate,
relativo ad alloggi il cui numero di vani, esclusi quelli accessori, è
superiore ai componenti della famiglia. Viene riconosciuta una superficie
utile abitabile massima di 50 mq per una persona, aumentata fino a 15
mq per ogni ulteriore persona. Al di sopra di tali limiti gli alloggi
si definiscono sottoccupati. L'esempio che si fa è di un alloggio
di 90 mq per due persone.
Attualmente l'ampiezza familiare negli alloggi IPES è di 2,4, vale
a dire che per 100 persone bastano 42 abitazioni e che pertanto 6144 abitazioni
a Bolzano basterebbero per 14.745 famiglie.
In totale una minima razionalizzazione del patrimonio IPES porterebbe
a recuperare centinaia di alloggi.
Fabbisogno
per il ceto medio
Per il ceto medio: dalla seconda alla quinta fascia di reddito, i redditi
netti presi in considerazione vanno da 20.500 (minimo 2a fascia a 51.300
massimo 5a fascia).
Cosi la famiglia (coniugi + 1 figlio) che possiede un reddito lordo di
89.000 euro annui può accedere alla graduatoria per il ceto medio.
La prova l'abbiamo eseguita entrando nel sito della Provincia e inserendo
i dati nell'apposito programma.
Per il ceto medio sono previste altre agevolazioni provinciali per l'acquisto
della prima casa (contributo decennale e a fondo perduto).
Queste ultime agevolazioni sono bastate fino ad oggi a soddisfare il fabbisogno
abitativo del ceto medio e non si capisce perché non bastano più.
Di fatto l'attesa dei nuovi alloggi per il ceto medio blocca il mercato
privato e contribuisce a far aumentare lo sfitto
Se
si tiene conto che tra la zona industriale e il resto della città,
tra uffici, abitazioni e altro inutilizzato ci sono più di 2 milioni
di mc vuoti che potrebbero essere recuperati, si comprende che il fabbisogno
sociale non esiste. Ci sono altri palazzi, oltre a quelli di Tosolini
al Firmian, da prendere in considerazione: l'ex sede della Camera di Commercio,
il palazzone del TIS dopo il trasferimento nell'area BLS e altri ancora
si renderanno liberi a breve,
Chi
decide il fabbisogno ?
La visione del fabbisogno non ha una dimensione generale, ma settoriale,
limitata a particolari richieste, in parte inventate di sana pianta per
motivi politico elettorali, a cominciare dal fabbisogno per il ceto medio.
Quest'ultimo è stabilito dalle cooperative in base alle domande
pervenute, a prescindere dal reale fabbisogno. Invece di più di
4000 alloggi sfitti ce ne potrebbero essere il doppio, ma quello che conta
per occupare aree e costruire è il numero dei richiedenti. Può
entrare in cooperativa anche chi possiede un alloggio non adeguato che,
dopo il trasferimento del proprietario nell'alloggio assegnato, potrà
essere tranquillamente affittato o lasciato vuoto. Tanto nessuno controlla.
Fanno bene quindi SVP e verdi a bloccare le aree agricole. L'insistenza
dell'Assessora Pasquali diventa imbarazzante alla luce della sua familiare
appartenenza a interessi nel settore edile.
Alberto Filippi - movimento 5 Stelle - Bolzano
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