SPECULAZIONE
EDILIZIA A BOLZANO
Un' anomalia che non ha eguali
in Italia
I
prezzi a Bolzano sono sempre stati fra i più cari d'Italia nonostante
non si paghino gli oneri di urbanizzazione, grazie all'edilizia convenzionata.
Così, per favorire l'acquisto della prima casa si sono dovute introdurre
le più generose e onerose agevolazioni pubbliche del paese che
ci costringono a porci una domanda sempre più assillante.
Quanto incidono
i contributi a fondo perduto, il mutuo casa a tasso zero, il contributo
decennale, la nuova legge per il ceto medio sui prezzi ?
Le agevolazioni contribuiscono ad aumentare la domanda, attraverso una
maggiore disponibilità di denaro e pertanto sicuramente possono
influenzare l'andamento dei prezzi.
Ma per determinare la parte di agevolazione sacrificata, bisogna considerare
l'offerta. Se quest'ultima aumenta o diminuisce di poco, i contributi
pubblici assolvono pienamente alla loro funzione, ma se l'offerta dipende
da un oligopolio immobiliare si corre il rischio che una buona parte degli
aiuti pubblici finiscano nelle tasche degli speculatori.
In una situazione
di crisi economica l'offerta dovrebbe aumentare, tanto più se il
mercato è saturo. E allora perché i prezzi non calano?
Da una parte
c'è la resistenza di chi può permettersi, per ricchezza
accumulata, di sperare in tempi migliori. Solo chi ha urgente bisogno
di liquidità abbassa il prezzo.
Dall'altra c'è
la presenza egemonica delle grandi imprese edili che fanno il prezzo,
specialmente del nuovo. Se il signor ….Lini o il signor ..Dini
stabilisce un prezzo di vendita al mq non trattabile e riesce comodamente
a vendere tutto il costruito, magari anche a prezzi maggiorati, quel prezzo
diventa il prezzo di riferimento del mercato.
Così,
nonostante l'offerta aumenti, il mercato non risponde. Si allungano i
tempi di vendita, ma i prezzi non diminuiscono.
Decisivo diventa
il ruolo dell'Ente Pubblico nel sostenere o nel limitare gli effetti della
grande speculazione edilizia che da sempre ha costretto gli acquirenti
ad indebitarsi pesantemente e a devolvere agli speculatori la gran parte
delle agevolazioni pubbliche.
Tuttavia la
Provincia in particolare, ma anche il Comune, attraverso la concessione
di licenze generose, si sono dimostrati più dalla parte della speculazione
che dei cittadini bisognosi. In nome della crescita economica hanno favorito
guadagni consistenti anche attraverso l'acquisto diretto per finalità
pubbliche di aree speculate.
Le norme legislative
contro la speculazione, volute da urbanisti seri, non sono mai state applicate
e nel 2011 sono sparite definitivamente dalla legge urbanistica (art.79
comma 3 e 5).
Nello stesso
tempo la Provincia promette, con il pretesto della crisi, agli speculatori
storici interventi mirati a diminuire il prezzo delle aree e la fine del
regime convenzionale. La Confedilizia esulta!
Interventi destinati ad ingrassare ancora di più i soliti noti,
poiché i prezzi dipendono dal mercato. Se chi ha la farina la vende
a caro prezzo, il prezzo del pane non diminuisce. Così chi ha speculato
per acquistare le aree più appetibili, monopolizzando l'offerta,
impone il prezzo, mantenendolo alto.
In tempi di crisi non i si può permettere di sottrarre risorse
pubbliche per favorire la speculazione. Negli ultimi tempi anche nella
nostra città ci sono stati casi di disperazione: suicidi non solo
di negozianti prossimi al fallimento, ma anche di qualche mutuatario che
ha perso la casa perché non poteva pagare il mutuo.
In sede di discussione
del bilancio, presenteremo misure d'iniziativa per limitare la speculazione
edilizia, come quelle che abbiamo proposto in Comune e non passate per
un voto, che non solo sono possibili, ma che in questo momento diventano
inderogabili.
Aberto Filippi – Movimento
5 Stelle
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