CRESCITA E CEMENTO |
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La produzione annua di cemento in Italia non è andata sempre gloriosamente crescendo, perchè come si vede dal grafico qui sopra (dati delle relazioni annuali AITEC) negli anni 1992-1996 ha avuto una significativa decrescita del 20% ... chissà perchè. ;-) Abbiamo forse sofferto di quella decrescita? Qualcuno tra i meno giovani se ne è forse accorto? Nemmeno
l'economia se ne è accorta (è questa forse la cosa più
curiosa), visto che tra il 1992 e il 1996
il PIL è cresciuto del 24,6% (si può desumere
da questa fonte
ISTAT facendo due conti). Secondo l'Istat, la Liguria è la regione d'Italia che si è mangiata la maggior superficie libera dal cemento: in quindici anni, dal 1990 al 2005, il territorio libero dalle costruzioni è passato da 249.000 ettari a 135.570 con una riduzione del 45,55 per cento. In pratica quasi la metà delle zone libere sono state cementificate. Un record negativo. E la Liguria distanza le altre regioni di molte lunghezze: al secondo posto di questa malinconica classifica si piazza la Calabria che ha regalato al cemento il 26 per cento delle sue coste libere. In Italia, mediamente, dal 1990 al 2005 le regioni hanno perso il 17,06 di spazi incontaminati. La Liguria supera del 300 per cento questa percentuale. 110 km² all'anno, cioè 30 ettari al giorno, cioè 200 metri quadrati al minuto: è la velocità con cui scompare il fertile suolo agricolo in Italia, ingoiato da case, parcheggi, centri commerciali, cavalcavia e aeroporti. |