VIRGOLO: CON IL NO DI THUN IL PERICOLO NON E' CESSATO



La rinuncia del conte Thun alla collina del Virgolo, che avrebbe dovuto immortalarlo fra i grandi benefattori della città, se confermata, è senz'altro un'ottima notizia per i cittadini di Bolzano, che potranno godersi ancora liberamente l'aria e la tranquillità del sito, senza subire l'ennesima invasione turistica per visitare la collina delle fiabe. Con la commercializzazione del luogo avrebbero guadagnato solo il comitato d'affari dei padroni del Virgolo, con in testa l'imprenditore Repetto e il Conte, al quale interessava solo che l'investimento diventasse remunerativo, magari richiamando al Thuniversum qualche milione di visitatori. I 520 posti di lavoro fanno parte di un'altra fiaba opposta alla realtà della delocalizzazione industriale seguita finora. Thun fa parte di quei padroni che il lavoro non lo danno a nessuno, se lo prendono solo quando fa loro comodo per aumentare i profitti.
Durnwalder ha tutte le ragioni per definire il nostro sindaco un Don Abbondio. Ascolta il popolo, ma sta dalla parte dei bravi. Pentito e impaurito per lesa maestà e nobiltà promette di correre dietro a Thun per convincerlo a tornare indietro; perchè lui è sempre stato favorevole al progetto, seppure abbia affidato, come Ponzio Pilato l'intera questione a Benedikter.

Oltre a Don Abbondio, sempre pronto a cambiare idea di fronte alla gente che conta, il pericolo maggiore potrebbe derivare dalla reazione dei politici noti per stare dalla parte degli affaristi e degli speculatori immobiliari: l'ala economica del SVP rappresentata da Widmann e dallo stesso Durnwalder; il Forum Democratico del PD con la figlia d'arte del Pasquali progettista, il PDL con i propri comitati frustrati dall'esito delle elezioni che fremono e premono e l'UDC di Repetto, il cui cognome non è solo una questione di omonimia con l'altro Repetto - padrone - pro quota del Virgolo. Un'alleanza trasversale che sugli affari e pronta a trovare un'intesa.

Dalla loro parte anche l'ex ambientalista pentito e re degli ottomila, oggi sponsor d'eccellenza del Kaiser del Sudtirolo. Paragona la vicenda del Conte Thun alla sua, scagliandosi contro Rudy Benedikter, reo d'impedire lo sviluppo della città. Lui Messner però ha ottenuto dalla Provincia tutto quello che ha chiesto, soldoni compresi, per costruire i due inutili e costosi musei della montagna, dove la parte commerciale certo non manca, ma solo a favore suo.
Cosa invocano costoro, adirati all'unisono per la grande occasione persa?
Lo sviluppo della città con ulteriori dosi di cemento e di speculazione edilizia che devono salire fino alla collina del Virgolo.
Noi non ci faremo certo intimidire dal loro sdegno e dalle loro proteste, perchè la partita del Virgolo è fondamentale per il futuro della nostra città proprio come la lotta contro la privatizzazione dell'acqua.
La collina del Virgolo deve rimanere un'oasi naturale pulita e libera come è adesso, magari curata meglio, come suggerisce il progetto del comitato per il nostro Virgolo. Soprattutto deve rimanere pubblica, come l'acqua, a disposizione dei cittadini di Bolzano.

Il degrado che stiamo vivendo in città è ben altro: un'urbanizzazione insensata e selvaggia, con migliaia di negozi e alloggi vuoti che sta rendendo la città sempre più invivibile e di ciò dobbiamo ringraziare la speculazione edilizia e i loro degni rappresentanti politici.


Alberto Filippi – consigliere Lista Civica 5 Stelle - Bolzano